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Il cambiamento climatico ha raggiunto una fase critica e l’evidenza scientifica è innegabile. Il riscaldamento globale sta già causando impatti devastanti sulla natura, sulla salute umana, sulle attività economiche e sulle imprese in ogni angolo del mondo. La finestra per contenere l’aumento delle temperature entro 1,5°C si sta chiudendo rapidamente, avvicinandoci a conseguenze ancora più drammatiche.

 

Il monito dell’IPCC: emissioni ai massimi storici

Il rapporto più recente del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), intitolato Climate Change 2023: Synthesis Report, lancia un ultimo avvertimento: nonostante gli sforzi, le emissioni globali non stanno diminuendo. Anzi, tra il 2010 e il 2019 si sono registrati i livelli più alti mai visti nella storia dell’umanità.

Sebbene siano state adottate politiche di mitigazione e adattamento, le misure attuali non bastano. Per contenere l’aumento della temperatura a 1,5°C, l’IPCC indica che le emissioni devono raggiungere il picco prima del 2025, ridursi del 43% entro il 2030, del 60% entro il 2035 e arrivare a zero netto entro l’inizio del 2050.

 

I prossimi sette anni sono decisivi

Per evitare un collasso climatico, le azioni da intraprendere nei prossimi sette anni saranno cruciali. Abbiamo tempo fino al 2030 per mantenere l’obiettivo di 1,5°C raggiungibile. Le aziende che hanno adottato obiettivi scientifici per la riduzione delle emissioni hanno dimostrato che tagli significativi sono possibili. In media, queste imprese hanno ridotto le emissioni dirette e indirette (Scope 1 e 2) del 12% all’anno, superando il tasso richiesto dal Paris Agreement, pari al 7,6% annuo.

Se queste strategie venissero adottate su scala globale, il traguardo del 1,5°C potrebbe essere ancora raggiungibile. Un ruolo centrale è svolto dallo SBTi Net-Zero Standard, che aiuta le imprese a dimezzare le emissioni nei prossimi 5-10 anni e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Sono stati sviluppati strumenti specifici per settori chiave come foreste, agricoltura, cemento e trasporti marittimi, responsabili di circa il 30% delle emissioni globali.

 

La collaborazione è fondamentale per accelerare l’azione climatica

Le aziende e le istituzioni finanziarie possono guidare la transizione verso un’economia a zero emissioni, ma nessuno può farcela da solo. L’unico modo per evitare il disastro è una cooperazione su larga scala tra governi, imprese, città e società civile. Il Segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha dichiarato:
“Questo rapporto è un grido d’allarme per accelerare drasticamente gli sforzi climatici in ogni paese, in ogni settore e su ogni scala temporale. Il mondo ha bisogno di azioni per il clima su tutti i fronti: tutto, ovunque, subito.”

I decisori politici devono introdurre normative che rendano gli obiettivi climatici basati sulla scienza una prassi comune per tutte le imprese e istituzioni finanziarie, indipendentemente da settore e localizzazione. Senza un quadro normativo adeguato, sarà impossibile realizzare un cambiamento significativo. Le aziende stesse devono chiedere regolamenti più stringenti per favorire questa transizione.

 

Eliminare la dipendenza dai combustibili fossili è urgente

Non possiamo contenere il riscaldamento globale senza affrontare il problema dei combustibili fossili.

È essenziale interrompere i finanziamenti e il supporto governativo a nuovi progetti fossili e promuovere un contesto favorevole agli investimenti in energie pulite. Anche i cittadini devono essere coinvolti per accelerare la transizione. Gli istituti finanziari stanno sempre più riconoscendo i rischi del climate change per tutti i settori economici. Per questo motivo, sono stati sviluppati strumenti per banche, investitori, assicurazioni e fondi pensione affinché possano allineare le proprie attività finanziarie con gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi.

Attualmente, oltre 55 istituzioni finanziarie hanno adottato obiettivi scientifici di riduzione delle emissioni. Inoltre, sono in corso studi per definire standard che aiutino i settori del petrolio e del gas a trasformarsi in linea con le richieste dell’Accordo di Parigi.

 

Obiettivi basati sulla scienza: il tempo sta scadendo

La corsa contro il tempo è ormai iniziata. Le iniziative dello SBTi per espandere le strategie climatiche aziendali sono più importanti che mai. Tuttavia, affinché le imprese possano ridurre le proprie emissioni al ritmo necessario, è indispensabile un sostegno normativo ambizioso e mirato a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Seguire la scienza è l’unica strada percorribile. C’è ancora tempo per agire, ma il margine si sta assottigliando. Le imprese devono fissare obiettivi climatici ambiziosi e avviare un cambiamento trasformativo adesso.

 

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