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JETMTG 27 mar L’attuale fase di final warming, ovvero il riscaldamento finale della stratosfera polare che segna la transizione verso la stagione calda, sta influenzando in modo diretto e profondo la circolazione atmosferica su scala emisferica, con effetti già evidenti in Europa e in particolare sull’Italia.

 

Un elemento chiave di questo scenario è l’indebolimento dei venti zonali, cioè quel flusso atmosferico che normalmente scorre da ovest verso est, regolando il movimento delle perturbazioni e garantendo una certa regolarità nel susseguirsi delle condizioni meteorologiche.

 

Quando questi venti si indeboliscono, la dinamica dell’atmosfera cambia drasticamente. La corrente a getto, che costituisce una sorta di autostrada per le masse d’aria, smette di fluire in maniera lineare e inizia invece a disegnare ampie ondulazioni, le cosiddette onde di Rossby.

 

Queste anse possono rimanere stazionarie anche per diversi giorni o settimane, bloccando la normale evoluzione delle condizioni meteorologiche. Si tratta di un vero e proprio “blocco atmosferico“, capace di determinare situazioni anomale e persistenti.

 

L’effetto immediato di questa configurazione è l’estrema variabilità del tempo: senza un flusso zonale attivo e regolare, le masse d’aria non trovano più ostacoli nel loro percorso verso sud o verso nord.

 

Così, l’aria fredda artica può facilmente penetrare verso le medie latitudini europee, mentre quella più calda e umida dal Mediterraneo o dal Nord Africa può risalire fino al cuore del continente. Il risultato è una sequenza rapida e talvolta brutale di sbalzi termici, che può portare da giornate quasi estive a condizioni decisamente invernali nell’arco di poche ore.

 

Inoltre, queste onde di Rossby tendono a intrappolare le aree di bassa pressione, impedendone lo spostamento. Ciò significa che le depressioni possono stazionare a lungo su una stessa regione, provocando precipitazioni intense e durature.

 

In Italia, un simile scenario si traduce spesso in fenomeni di forte impatto, come nubifragi, allagamenti improvvisi e temporali fuori stagione, con il rischio concreto di criticità idrogeologiche soprattutto nelle aree urbane e pianeggianti.

 

A livello nazionale, le conseguenze di questa circolazione atmosferica irregolare possono essere molto differenti da zona a zona. Al Nord, ad esempio, si potrebbero verificare giornate insolitamente fredde per il periodo, con nevicate tardive lungo l’arco alpino anche a quote medio-basse.

 

Al Sud e sulle Isole Maggiori, invece, la situazione potrebbe essere quasi opposta, con ondate di caldo precoci alternate a violenti peggioramenti, caratterizzati da forti venti e mareggiate lungo le coste.

 

Questo tipo di dinamica atmosferica, che alterna fasi opposte in tempi molto brevi, è destinata a diventare sempre più comune nel contesto climatico attuale.

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