Ho sempre trovato HOLLYWOOD affascinante per il modo in cui racconta storie legate a entità oscure come il DIAVOLO e LUCIFERO, ma un conto è guardare un film, un altro è scoprire che esistono luoghi reali intrisi di leggende inquietanti. Mi sono sentito particolarmente colpito quando ho visitato la cattedrale di MONACO, in GERMANIA, dove si trova un’impronta che, secondo la tradizione locale, sarebbe stata lasciata dal DIAVOLO in un momento di furia. Quando ci si avvicina all’ingresso, si distingue con chiarezza questa orma: un segno che fa immaginare antiche narrazioni di poteri malvagi e accordi soprannaturali. È sorprendente pensare che, dall’esterno della chiesa, pochi sospettino la presenza di una simile storia.
Mi sono sempre chiesto come fosse la TORRE DEL DIAVOLO in WYOMING, situata nelle BEAR LODGE MOUNTAINS. La sua denominazione, frutto di un errore di traduzione attribuito a RICHARD IRVING DODGE nel XIX secolo, ha contribuito a incrementare il mistero che la circonda. Secondo le credenze dei LAKOTA, un gruppo di ragazze fu inseguito da enormi orsi e, pregando lo Spirito superiore, fece sollevare la roccia, salvandosi e diventando infine le stelle delle PLEIADI. L’idea di una formazione geologica così maestosa, scelta anche da STEVEN SPIELBERG come location per INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO, mi ha fatto pensare a quanto la natura possa essere coinvolgente e perfino spaventosa.
Rimanendo in EUROPA, ho notato come i cosiddetti ponti del DIAVOLO siano un tema diffuso in diverse nazioni. In GERMANIA, il ponte di RAKOTZBRÜCKE colpisce per la sua forma ad arco quasi perfetto. In FRANCIA, vicino a SAINT GUILHEM-LE-DÉSERT, si racconta di un DIAVOLO che distruggeva ogni notte il lavoro realizzato dalle abbazie della zona, mentre in ITALIA, a LANZO TORINESE, esiste un’altra struttura legata a racconti infernali. In SVIZZERA, il TEUFELSBRÜCKE risulta così complicato da costruire che si è pensato fosse opera del DIAVOLO. Sarà suggestione, ma ogni volta che attraverso un ponte con simili racconti alle spalle, provo un leggero brivido.
Mi ha fatto sorridere scoprire che il DIAVOLO abbia persino una piscina preferita tra ZAMBIA e ZIMBABWE: la PISCINA DEL DIAVOLO, posta al bordo delle maestose Cascate Vittoria. Ammetto che anche io sarei tentato di tuffarmi vicino al precipizio, nonostante il pericolo. Un altro luogo inquietante è la BOCCA DELL’INFERNO in PORTOGALLO, una formazione costiera impressionante nei pressi di LISBONA, dove il fragore delle onde riecheggia con un suono cupo.
Infine, la PORTA DELL’INFERNO in TURKMENISTAN, situata nel deserto del KARAKUM in ASIA CENTRALE, chiude perfettamente il cerchio di questi posti infernali. Qui, nel cratere di DARVAZ, il fuoco brucia incessantemente sin dal 1971, quando i geologi sovietici lo accesero per arginare una fuga di gas naturale. È facile immaginare che il DIAVOLO possa sentirsi a casa in un luogo tanto ardente, eppure credo che la vera magia risieda nell’equilibrio tra mito e scienza, tra timori secolari e dati geologici. Amo pensare che la nostra curiosità umana continuerà a spingerci a esplorare posti così estremi, dove la leggenda e la realtà si fondono in un unico, diabolico, affresco. A voi la scelta di crederci o no queste leggende.