Scoperto il primo buco nero solitario nel Sagittario
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Un buco nero invisibile si muove tra le stelle del Sagittario
Nascosto tra le stelle della costellazione del Sagittario, in una zona del cielo visibile durante le notti estive e autunnali dall’Emisfero Nord, è stato confermato per la prima volta l’esistenza di un buco nero solitario, ovvero senza una stella compagna a orbitarvi intorno. Il buco nero si trova poco a destra della cima del “becco” della tipica forma a teiera disegnata dalle stelle della costellazione, a circa 5.000 anni luce dalla Terra.
A darne conferma è stato un team guidato da Kailash Sahu dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, attraverso nuovi dati raccolti con il Telescopio Spaziale Hubble e con il satellite Gaia, come pubblicato sull’Astrophysical Journal datato 20 aprile 2025.
Un oggetto oscuro rilevato grazie alla lente gravitazionale
L’oggetto, inizialmente osservato nel luglio 2011, è stato individuato grazie a un raro fenomeno chiamato microlente gravitazionale, in cui la gravità del buco nero ha deformato e amplificato la luce di una stella di sfondo debole durante il suo passaggio. È stato questo effetto a svelare indirettamente la presenza dell’oggetto, invisibile alla luce diretta ma ben misurabile tramite la distorsione gravitazionale.
Le osservazioni di Hubble tra il 2011 e il 2017, affiancate da nuovi dati del 2021 e 2022, hanno permesso di raffinare notevolmente le misure della massa dell’oggetto, stimata in circa sette volte la massa del Sole, con un’incertezza ridotta a 0,8 masse solari. In parallelo, anche un secondo team di ricercatori — inizialmente scettico — ha rivisto la propria valutazione nel 2023, stimando una massa simile e confermando la natura dell’oggetto come buco nero di massa stellare.
Una scoperta senza precedenti nel cielo della Via Lattea
Finora, tutti i buchi neri stellari noti erano stati individuati grazie alla presenza di una stella compagna, la cui orbita evidenziava la presenza di un oggetto invisibile con massa sufficiente per essere classificato come buco nero. Questo è invece il primo caso documentato di buco nero isolato, un oggetto previsto dalla teoria ma mai osservato con certezza fino ad oggi.
La regione del centro galattico, dove si trova anche il noto buco nero supermassiccio Sagittarius A* a 27.000 anni luce, è un’area particolarmente densa di stelle, rendendola ideale per la rilevazione di questi corpi celesti erranti.
Il futuro della caccia ai buchi neri solitari
Sahu e il suo team sono ottimisti sul futuro delle osservazioni grazie al lancio del Nancy Grace Roman Space Telescope, previsto per il 2027, che promette una nuova era nella ricerca di buchi neri invisibili attraverso tecniche sempre più avanzate di microlente gravitazionale.
La scoperta conferma che i buchi neri solitari esistono realmente, e probabilmente sono molto più numerosi di quanto si pensasse, semplicemente nascosti nelle profondità dell’universo e in attesa di essere individuati dalla gravità stessa.