Seguici su Google

Tonga eruption 040525

L’energia dell’eruzione del Hunga Tonga-Hunga Ha‘apai ha superato ogni previsione

L’eruzione vulcanica del 15 Gennaio 2022 del Hunga Tonga-Hunga Ha‘apai, situato nel Pacifico meridionale, ha avuto conseguenze planetarie. L’evento ha proiettato cenere, vapore acqueo e gas fino a 48 chilometri di altezza, ben oltre la stratosfera, entrando nella mesosfera, una zona atmosferica solitamente fuori dalla portata anche dei più intensi fenomeni terrestri. La NASA ha stimato che l’energia liberata equivalga a 300-600 volte quella della bomba atomica su Hiroshima, facendo dell’evento uno dei più potenti mai rilevati da quando esistono i satelliti meteorologici.

 

Onde atmosferiche oltre l’atmosfera: impatto sui satelliti

L’eruzione ha generato disturbi atmosferici che sono saliti ben oltre le nuvole, arrivando a interagire con i satelliti in orbita bassa. Secondo uno studio pubblicato su AGU Advances, l’eruzione ha causato onde atmosferiche termoferiche mai osservate prima su questa scala. Gli scienziati, utilizzando modelli matematici avanzati e dati satellitari, hanno analizzato due categorie di onde: le onde di Lamb, spinte dalla pressione atmosferica, e le onde di gravità secondarie, generate dall’interazione tra le onde primarie e l’atmosfera superiore.

Le simulazioni indicano che sono proprio le onde di gravità secondarie, più rapide e intense, ad aver dominato la propagazione dell’energia nella termosfera, là dove orbitano satelliti per le telecomunicazioni e l’osservazione terrestre. Questo fenomeno, raramente considerato nei calcoli finora, rappresenta una nuova minaccia potenziale per l’integrità dei satelliti.

 

Dal fondale oceanico all’orbita: una catena di onde globali

Non solo lo spazio è stato interessato. L’evento ha prodotto uno tsunami con onde fino a 15 metri che ha devastato le isole Tonga, danneggiando infrastrutture, abitazioni e reti elettriche. Lo tsunami ha viaggiato per tutto il Pacifico, raggiungendo le coste degli Stati Uniti occidentali, dalla California all’Oregon, con onde di quasi un metro. L’onda d’urto atmosferica ha percorso oltre 9.300 chilometri, registrata perfino a Anchorage, in Alaska, e fino in Florida.

Anche i sismometri terrestri hanno captato il passaggio dell’onda, che ha avuto una frequenza tanto bassa da poter essere rilevata su scala continentale. Questo dimostra che l’eruzione ha generato onde meccaniche e atmosferiche capaci di attraversare l’intero pianeta, un caso rarissimo documentato con la tecnologia attuale.

 

Un campanello d’allarme per la scienza spaziale e meteorologica

Eventi come quello del Tonga 2022 cambiano la comprensione che abbiamo del collegamento tra geofisica e scienze spaziali. Le scoperte sugli effetti termoferici e la diffusione delle onde attraverso gli strati atmosferici spingono la comunità scientifica a rivalutare la vulnerabilità dei satelliti e a rivedere i modelli previsionali meteorologici spaziali. Comprendere meglio queste dinamiche verticali di propagazione potrà aiutare a prevenire danni a sistemi fondamentali per la vita moderna, dalla navigazione GPS alle previsioni meteorologiche e alle comunicazioni globali.

Seguici su Google