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grandine in ottobre di grosse dimensioni uy
Grandine in Ottobre di grosse dimensioni in Italia.

Il bel tempo non molla la presa. Le temperature restano sopra la media e perfino la prima decade di ottobre non promette grandi cambiamenti, anche se i modelli matematici mostrano un trend verso una marcata instabilità atmosferica, con piogge e temporali. Da qui la domanda che ci siamo posti: se esista il rischio di grandinate, anche con chicchi grossi, sul Nord Italia. Una risposta, in effetti, c’è.

 

Perché il caldo fuori stagione conta

Negli ultimi tempi si sono registrate temperature che di solito appartengono alla piena estate. Tradotto: più energia disponibile nei bassi strati, più vapore acqueo, più carburante per i temporali. Quando l’aria calda e umida sale, il vapore condensa e libera calore – il cosiddetto calore latente – che spinge la nube ancora più in alto. Nascono così le correnti ascensionali, il vero motore della grandine: tengono sospesi i chicchi di ghiaccio abbastanza a lungo da farli crescere, strato dopo strato, come spiegato in questo approfondimento su come la grandine riesce a crescere dentro una nube.

Un dettaglio sfugge a molti. Una cella temporalesca importante non ha bisogno di 35°C: si sviluppa anche con 20-25°C al suolo, se in quota scorre aria più fresca e il contrasto termico lungo la verticale è marcato. Conta quella differenza, non il termometro sul balcone.

 

Il precedente di Milano

A Milano è rimasta nella memoria una grandinata incredibile, ormai di oltre vent’anni fa, con chicchi fino a 6 centimetri di diametro. Era il 16 marzo 2008. E marzo non è estate. Un episodio che dimostra come questi fenomeni possano presentarsi anche lontano dalla stagione calda: più di rado, certo, rispetto ai mesi estivi, quando quasi ogni temporale porta con sé ghiaccio, ma possono ancora verificarsi. Del resto, di grandine sulla città si è tornati a parlare parecchio dopo l’estate appena trascorsa, come ricordato nell’articolo sulla grandine a Milano e sui rischi per chi si mette in auto. Ma la grandine precoce e tardiva è notizia di tutta Italia, intendendo quella con grosse dimensioni.

 

Cosa aspettarsi nelle prossime due settimane

Dove grandinerà, oggi, non si può dire. La grandine è un fenomeno locale, legato alla singola cella, e nessun modello matematico è in grado di individuare con giorni di anticipo il paese che verrà colpito. Si può invece valutare il contesto. Nell’arco di due settimane è atteso un calo termico dopo la sfuriata mite, ma le temperature non saranno da ottobre. Resta quindi un rischio, seppur ridotto, di grandinate sul Nord. Altrove il rischio – in Italia – è molto maggiore. A pesare c’è anche un mare più caldo del normale, fonte di umidità extra.

 

Uno sguardo al resto del mondo

Altrove grandina forte anche con temperature inferiori ai 20°C. Succede in alcune aree del Nord America, nelle Grandi Pianure, e soprattutto in Sudamerica, tra Uruguay e Argentina, dove si osservano grandinate devastanti in condizioni che da noi non basterebbero. Lì la geografia fa la differenza.

Anche la nostra geografia, però, non scherza. Le Alpi, gli Appennini e un Mediterraneo sempre più caldo formano una combinazione capace di innescare celle molto vigorose: i chicchi sempre più grandi degli ultimi anni.

 

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