Siamo nel cuore di una fase meteo ostinatamente anomala. Un robusto campo di alta pressione continua, ormai da settimane, a dominare il tempo alle nostre latitudini, ostacolando l’ingresso delle perturbazioni atlantiche, con cielo quasi sempre sereno. Una situazione che, sotto il profilo climatologico, si traduce ovviamente in temperature ben superiori alla norma. Difficile parlare di valori autunnali.
Un clima che piace
Inutile dire che alla maggioranza della popolazione questo clima piace parecchio. Indubbiamente non c’è più quel caldo tipicamente estivo, si sta benissimo anche sotto il sole delle ore centrali e sera e mattina ci si copre un pochettino. Che volere di più?
Il problema non sta tanto nei gusti personali, quanto nelle conseguenze che ci sono per la natura. Facciamo un esempio. Nei boschi, più o meno a tutte le latitudini, si osserva un evidente ritardo nell’avvio del foliage autunnale, il caratteristico processo attraverso il quale le foglie delle piante decidue abbandonano progressivamente il verde estivo per assumere le tipiche tonalità gialle, arancioni e rosse. Non è solo una bellezza da fotografare: è un fattore estremamente importante per la vita della pianta.
Che cosa succede
Con l’avanzare dell’autunno, la clorofilla presente nelle foglie viene progressivamente degradata, lasciando scoperti altri pigmenti. Perché questo meccanismo proceda normalmente è fondamentale, ovviamente, la diminuzione delle ore di luce, ma anche un minor soleggiamento nelle ore centrali, spesso accompagnato da un clima più freddo e soprattutto da cielo nuvoloso o coperto. Quest’anno proprio questo passaggio viene fortemente ostacolato dalla costante presenza del sole. Le temperature, ancora insolitamente elevate sia di giorno sia di notte, mantengono le piante in una sorta di prolungamento della stagione vegetativa e rallentano il progressivo arresto della fotosintesi.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce lo stress idrico accumulato durante i mesi estivi. La persistente scarsità d’acqua nei terreni, soprattutto nelle aree collinari e montane, può aumentare la sofferenza delle piante. Basti pensare che, a titolo informativo, nella città di Milano sono cadute più foglie per la siccità estiva che in questo periodo. E non è la prima volta che accade.
Un foliage decisamente anomalo
A ben vedere, sulle Alpi e sulle Prealpi qualcosa lentamente ha iniziato a muoversi. Le prime inversioni termiche notturne nelle vallate hanno favorito l’avvio del cambiamento cromatico, anche se con un ritardo che, mediamente, è all’incirca di 14-20 giorni.
Situazione ancora più lenta lungo l’Appennino centro-settentrionale, dove molti boschi di faggio mantengono una colorazione prevalentemente verde o appena tendente al giallo. Ma è sui rilievi del Centro-Sud e sulle Isole che il processo è davvero fermo. La persistente presenza di masse d’aria calda, spesso di origine nordafricana, continua infatti a mantenere temperature troppo elevate per consentire un’autentica accelerazione del foliage.
Uno sguardo alle tendenze
La situazione potrebbe tornare alla normalità solo con un vero e proprio ribaltone meteo. Un indebolimento dell’anticiclone e l’arrivo di correnti più fredde da nord sarebbero l’occasione per far precipitare le temperature minime e, al tempo stesso, portare del maltempo che impedisca un soleggiamento così diffuso.
Ma da quello che possiamo vedere dai modelli, la situazione è tutt’altro che favorevole. In effetti ci sarà un calo dei valori e l’arrivo di qualche pioggia, ma si tratterà semplicemente di un rientro in media: per recuperare il tempo perso ci vorrebbero condizioni meteo nettamente più fredde. Non resta che vedere se qualcosa si muoverà sul finire del mese.
Credit:
Nature – Communications Earth & Environment: Earlier spring onset and autumn warming increase the discrepancy between leaf coloration and photosynthetic cessation
European Environment Agency – Phenology of plant and animal species
Climate Central – Fall Foliage and Climate Change
National Geographic – How climate change disrupts fall foliage
NEEF – The Leaves They Are a Changing