Chi parte dall’Italia per il ponte di Ognissanti o per quello dell’Immacolata deve sapere che sta scegliendo due Lapponie quasi diverse, perché in cinque settimane l’Artico finlandese cambia volto in modo radicale, sia per la luce sia per la neve.
Il clima tra novembre e dicembre e il rischio “without snow”
Nei primi giorni di novembre la Lapponia vive una fase di transizione, con temperature in genere poco sotto lo zero, notti che possono scendere verso i -10°C e un cielo spesso coperto da nubi basse, visto che novembre è uno dei mesi più grigi del Nord Europa. Il punto delicato è la neve: le prime spolverate arrivano sui rilievi già tra fine agosto e settembre, ma la copertura nevosa permanente, quella che resiste fino alla primavera, si stabilizza più tardi e a inizio novembre non è garantita. È lo scenario “without snow”, con terreno scuro, ghiaccio sottile sui laghi e attività su neve che possono saltare, per cui chi prenota a Ognissanti farebbe bene a leggere con attenzione le clausole del pacchetto.
All’Immacolata lo scenario cambia, perché il manto nevoso è di solito presente, le minime scendono spesso tra -15°C e -25°C e con le irruzioni d’aria artica si va anche più giù. A Inari e Saariselkä il sole resta sotto l’orizzonte per settimane, è la notte polare che i finlandesi chiamano kaamos, e anche a Rovaniemi le ore di chiarore si riducono a poche.
Perché muoversi senza guide è pericoloso
Il buio che arriva a metà pomeriggio, la temperatura che crolla appena il cielo si rasserena, i sentieri del Parco Nazionale di Pallas-Yllästunturi che sotto la neve fresca diventano difficili da riconoscere e i laghi che a novembre sembrano gelati ma possono non reggere il peso di una persona sono i motivi per cui le escursioni in autonomia vanno evitate da chi non conosce l’ambiente artico. Le guide locali sanno valutare lo spessore del ghiaccio, portano attrezzatura di emergenza e conoscono il vento che sulle cime spoglie dei fell amplifica la sensazione di freddo, tenendo conto che nelle zone remote la copertura telefonica non è scontata.
Aurora boreale: quando e come vederla
La Lapponia si trova sotto l’aurora aurorale, la fascia attorno al polo magnetico dove le particelle del vento solare urtano l’alta atmosfera intorno ai 100 chilometri di quota, facendola brillare. L’aurora boreale è frequente in entrambi i periodi, ma decide tutto il cielo sereno: a Ognissanti le nubi la nascondono più spesso, mentre a dicembre le notti lunghissime offrono più occasioni. Le ore migliori vanno dalle 21 alle 2 locali, lontano dalle luci dei centri abitati, e i bollettini di meteorologia spaziale, basati su modelli matematici alimentati dai dati del vento solare, aiutano a scegliere la serata giusta. Per approfondire c’è la nostra guida all’aurora boreale in Lapponia, insieme alla spiegazione di come le tempeste solari generano le aurore.
Come vestirsi nei due periodi
Vale la regola degli strati, con un primo strato in lana merino, uno intermedio in pile e uno esterno antivento. A Ognissanti conta soprattutto l’impermeabilità, perché neve bagnata e nevischio sono frequenti, mentre all’Immacolata servono isolamento e protezione delle estremità, quindi scarponi termici, calze di lana spesse, muffole sopra guanti sottili e passamontagna. Molti operatori forniscono tute termiche per safari e motoslitta.
Luoghi e attività da mettere in programma
A Rovaniemi il Villaggio di Babbo Natale permette di attraversare il Circolo Polare Artico, e la storia della città spiega bene il suo legame con il gelo. A Kemi le uscite del rompighiaccio Sampo nel Golfo di Botnia, con il galleggiamento in acqua gelida dentro le tute termiche, dipendono dalla formazione del ghiaccio marino, che a inizio stagione non è garantita, per cui va verificato il calendario. A Saariselkä e Inari si uniscono caccia all’aurora, sauna di fumo e cultura Sami, mentre ovunque sono richiesti i safari con husky e renne, le uscite in motoslitta o fat bike e l’ice floating dopo una sauna che spesso supera i 100°C. Altri spunti si trovano nel nostro viaggio tra le luci del Nord in Finlandia, e per capire quanto quel freddo possa spingersi verso sud vale la pena rileggere l’analisi sul gelo dalla Lapponia verso la Penisola.
Credit
- Finnish Meteorological Institute – Auroras and space weather
- Finnish Meteorological Institute – Snow statistics