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Campi Flegrei e stiima dellampiezza del Suoer Vulcano gtr
Campi Flegrei e stiima dell’ampiezza del Super Vulcano

Ai Campi Flegrei la crisi bradisismica iniziata nel 2005 continua, e chi abita tra Pozzuoli e i quartieri occidentali di Napoli lo sa fin troppo bene per i vari movimenti tellurici. Qui il bradisismo, cioè il lento sollevarsi e abbassarsi del terreno tipico di questa caldera, si vede ogni giorno, a cominciare dal porto.

 

Un sollevamento che rallenta ma non si ferma

Il suolo a Pozzuoli si è sollevato di circa 1,6-1,7 metri, con dati aggiornati fino a fine 2025 e inizio 2026 e già corretti per lo sciame di luglio. La velocità di sollevamento si è ridotta a circa 10 millimetri al mese dagli inizi del 2026. Diciamo che è una buona notizia a metà, perché il fenomeno non si è fermato e la spinta dal basso resta attiva, come confermano i segnali di risveglio che la caldera mostra da anni.

 

Il motore nascosto a 3-4 chilometri di profondità

Un nuovo studio multidisciplinare dell’INGV, dell’Università di Perugia e dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, pubblicato su Science Advances a inizio ottobre 2026, identifica il motore di tutto questo nella continua risalita di fluidi magmatici. Si tratta di gas caldi, fatti in buona parte di vapore e anidride carbonica, che si accumulano a 3-4 chilometri di profondità e pressurizzano e riscaldano il sistema idrotermale sovrastante, cioè la rete di acqua e vapori che circola nelle rocce più vicine alla superficie. Il quadro è coerente con quanto già si sapeva sui volumi di fluidi in sovrapressione sotto la caldera. Per capirlo basta pensare a una pentola col coperchio messa sul fuoco, dove il vapore spinge piano piano finché il coperchio si solleva.

La conferma arriva dai gas, visto che le emissioni di CO₂ dalla Solfatara-Pisciarelli sono aumentate in modo quasi esponenziale dal 2005, in correlazione stretta con il sollevamento e con l’intensificazione della sismicità, cioè di quei sciami sismici che gli abitanti hanno imparato a riconoscere. C’è poi il dato forse più interessante per chi la scienza la mastica poco: l’energia termica rilasciata dai fluidi è di ordini di grandezza superiore a quella sismica ed elastica. I terremoti, per quanto spaventino, sono quindi la parte più rumorosa ma più piccola di un processo che è prima di tutto calore.

 

Il terremoto del 31 luglio e il livello giallo

Il 31 luglio 2026 si è verificato lo sciame più energetico degli ultimi decenni, con un terremoto di magnitudo Md 4.7, il più forte registrato strumentalmente nell’area. Ha causato danni e feriti a Pozzuoli, ben oltre le scosse degli anni scorsi, come quella del maggio 2023 avvertita fino a Napoli. Il livello di allerta stabilito dalla Protezione Civile rimane invariato, che significa attenzione e sorveglianza rafforzata, non preallarme.

Per chi vive nell’area flegrea il messaggio dello studio è chiaro: il sottosuolo segue una logica fisica precisa, misurabile con i gas, le deformazioni e la temperatura, e proprio per questo la storia eruttiva della caldera, con l’ultima eruzione del Monte Nuovo nel 1538, va letta insieme ai dati di oggi. La cosa più utile resta conoscere il piano di emergenza e i comportamenti da tenere durante una scossa.

 

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