
L’alta pressione ha lentamente preso il controllo del meteo sul nostro Paese, anche se gli effetti che produce nei bassi strati sono estremamente diversi rispetto all’estate e alla prima parte del mese di settembre. Queste figure bariche, nel cuore dell’autunno, non portano necessariamente il sole: anzi, ci sono due fattori importanti che limitano tantissimo il tepore. Si tratta delle inversioni termiche e delle nebbie e/o nubi basse.
Facciamo prima una previsione per gli ultimissimi giorni ottobrini
In una prima fase, tra mercoledì 28 e venerdì 30, il Meridione rimarrà ancora esposto a un debole rientro umido da est, un nostro esperto ha approfondito la questione. In linea generale si osserveranno annuvolamenti irregolari, localmente associati a precipitazioni sparse e per lo più di debole o debolissima intensità. Le aree maggiormente esposte a questi fenomeni saranno il Molise, la Puglia, la Basilicata e la Calabria, in particolare lungo i settori costieri e quelli prospicienti. La situazione meteo potrebbe cambiare ulteriormente nel corso del prossimo fine settimana. Entro sabato 31, infatti, le correnti balcaniche potrebbero estendersi a tutto il Centro-Sud, riuscendo a vincere il muro anticiclonico e portando un po’ di pioggia (non tanta, per la verità) e un deciso calo termico.

Intanto fa freddo, ma è “fittizio”
L’anticiclone nella stagione autunnale non è quasi mai sinonimo di sole e clima mite per tutti. Questo perché riescono ormai a imporsi con ragionevole sicurezza le inversioni termiche, le quali portano temperature molto più basse nei bassi strati rispetto alla collina e alla montagna (dove ci sarà un clima quasi tardo-estivo!). Capita in maniera non così rara di avere un clima più freddo nel fondovalle che a media montagna, soprattutto di notte e al primissimo mattino. Non dimentichiamoci poi delle famose nebbie in Valle Padana, dove non è raro avere massime sotto i 10°C, ad esempio in città come Milano o Bologna, mentre si raggiungono ancora i 18-20°C in aree costiere come Genova e Pisa.
Incertezza previsionale dai primi di Novembre
È proprio adesso che la forbice si apre. Dal 2-3 Novembre in poi. L’anticiclone, infatti, pur non essendo particolarmente vigoroso e lontanissimo dalla forza che aveva in estate, non può ancora essere considerato del tutto sconfitto. Molto dipenderà dall’intensità e dalla persistenza del flusso freddo orientale, se avrà il giusto vigore. Vediamo due scenari possibili.
Il modello europeo ECMWF è piuttosto spinto in tal frangente. Basti pensare che, secondo le ultime emissioni, le correnti da est potrebbero reiterarsi per diversi giorni, fino a sfondare nettamente sul Mediterraneo centrale. In questo scenario l’aria più fredda riuscirebbe ad aprirsi un varco verso ovest, con una vera e propria bolla fredda capace di stazionare proprio sull’Italia e di condizionare il tempo per giorni, con clima freddo e nevicate addirittura a bassa quota (vi invito a leggere il l’articolo del nostro collaboratore).
Ma attenzione, non tutti i modelli meteo sono concordi. Quello americano, ad esempio, vede il freddo balcanico sostanzialmente confinato all’Europa orientale e alle regioni adriatiche, senza riuscire a determinare un autentico ribaltone su tutta l’Italia.


Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

