Ancora danni tra Madagascar e Mozambico per l’incredibile Ciclone Freddy, che è il più duraturo che sia mai stato registrato da quando viene tenuta una statistica di questi fenomeni.
Sono già infatti 35 i giorni di durata di questo Ciclone da quando si è formato lo scorso 6 Febbraio lungo le coste nord ovest dell’Australia.
Il suo primo approccio al Mozambico, in dalla fine di Febbraio, è stato disastroso: stando alle dichiarazioni del Primo Ministro: si contano infatti 117 vittime, a causa delle precipitazioni incredibili che hanno variato tra i 300 ed i 900 mm in appena 24 ore, soprattutto nelle province meridionali che sono state maggiormente impattate dalla traiettoria ciclonica.
Ed inoltre 50 mila case sono state distrutte, 11 mila chilometri di strade danneggiate, e 73 mila ettari di raccolti inondati.
Un bilancio disastroso che potrebbe peggiorare ulteriormente.
Infatti, normalmente questi Cicloni si disperdono poi nell’entroterra, invece Freddy è tornato indietro, riprendendo vigore nel Canale del Mozambico e dirigendosi nuovamente verso le coste orientali del Madagascar.
In una sorta di gioco di Ping Pong, adesso Freddy è tornato ad essere un Ciclone di grande potenza che è approdato di nuovo sulle coste del Mozambico.
Alle ore 17,15 UTC del giorno 11 Marzo, a Praia del Zalala, località posta a circa 30 chilometri ad est di Quelimane (costa del Mozambico centrale), ha raggiunto una raffica massima di 220 km/h, risultando dunque ancora più potente rispetto al primo approccio di fine Febbraio.
Purtroppo, i valori previsti di precipitazione nella zona sono ancora una volta catastrofici: si attendono infatti circa 700 mm di pioggia sul Mozambico centrale, e di nuovo 200 mm di pioggia sul Malawi meridionale.
Spinte dal vento, si sono formate onde di altezza variabile tra i 4 ed i 6 metri, a cui va accompagnato anche lo “storm surge”, ovvero l’”effetto marea” provocato dall’Uragano, che potrà raggiungere i tre metri di altezza lungo la costa di Quelimane.