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AdobeStock 1146826588 Nel corso delle ere geologiche, il nostro pianeta ha conosciuto sbalzi termici profondi, alternando fasi di glaciazioni imponenti a periodi caldi, talvolta anche più caldi dell’attuale. Tuttavia, l’analisi meteo-climatica contemporanea suggerisce che la rapidità e l’intensità del riscaldamento odierno non abbiano precedenti, almeno da quando esiste una forma di Homo evoluto.

 

Il passato meteo raccontato dai ghiacci

I carotaggi eseguiti in Antartide e Groenlandia hanno offerto una finestra preziosa sulle condizioni meteo e climatiche di centinaia di migliaia di anni fa. In profondità, le stratificazioni del ghiaccio intrappolano bolle d’aria, polveri e isotopi che gli scienziati analizzano con modelli fisico-matematici estremamente sofisticati.

Grazie a questi archivi naturali del meteo, oggi conosciamo l’alternarsi di Ere Glaciali e fasi interglaciali, eppure le stime restano soggette a margini di incertezza. Nessuno può dire con precisione quale fosse la temperatura esatta in ogni epoca, né identificare con certezza assoluta tutte le cause di quei cambiamenti. Le correlazioni tra cicli orbitali, attività solare e vulcanismo sono conosciute, ma il quadro completo sfugge ancora alla piena comprensione.

 

Il presente meteo sotto lente scientifica

Al contrario, ciò che la scienza climatica moderna ha chiarito con forza è che il riscaldamento attuale non segue i tempi della natura, ma è innescato e accelerato da attività umane: combustibili fossili, deforestazione, urbanizzazione, zootecnia intensiva. Tutti elementi che rilasciano grandi quantità di anidride carbonica, metano e altri gas serra.

A peggiorare il quadro, l’aumento delle temperature medie globali favorisce lo scioglimento accelerato dei ghiacci polari, ma anche del permafrost, liberando nell’atmosfera ulteriori gas serra naturali precedentemente intrappolati nel suolo gelato. Questo innesca un circolo vizioso climatico, che sta sfuggendo al controllo anche dei migliori modelli previsionali, mettendo in crisi le consuete dinamiche meteo stagionali.

 

 

I cicli naturali non giustificano il clima che cambia nel presente

È vero che la Terra è sopravvissuta a epoche più calde e più fredde, ma ciò è avvenuto in contesti temporali molto più lunghi e senza la presenza di un’umanità tecnologicamente attiva. La nostra specie, l’Homo sapiens, esiste da circa 300.000 anni, ma forme umane precedenti, come l’Homo heidelbergensis o l’uomo di Neanderthal, risalgono a mezzo milione di anni fa. Eppure, nessuna civiltà tra queste ha mai affrontato un cambiamento climatico così veloce e intenso come quello che stiamo vivendo nel XXI secolo.

Il meteo estremo, le anomalie termiche, i fenomeni tropicali atipici alle medie latitudini e l’instabilità crescente del clima, non possono dunque essere spiegati solo con i naturali cicli geologici o astronomici. La firma dell’uomo è evidente e riconosciuta da numerose istituzioni scientifiche mondiali, come la NOAA e il GIEC (IPCC).

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