
Recentemente abbiamo evidenziato spesso e volentieri come, fino a questo momento, siano venuti a mancare i tratti caratteristici dell’autunno, ovvero le perturbazioni atlantiche. In realtà, abbiamo vissuto un mese e mezzo di autunno meteorologico letteralmente dominato dall’Alta Pressione subtropicale.
Ciò, chiaramente, si è tradotto in temperature costantemente al di sopra delle medie stagionali. Tuttora stiamo registrando massime che, in alcuni casi, raggiungono o addirittura superano i 30 °C. Evidentemente si fa fatica a parlare di normalità: si tratta piuttosto di anomalie, sia dal punto di vista termico sia da quello delle precipitazioni.
I pochi peggioramenti che abbiamo registrato fino a oggi sono serviti, in qualche modo, a ridurre il problema della siccità, che su alcune regioni italiane sta diventando nuovamente grave. Si tenga conto, infatti, che in molte zone del Paese non piove in maniera significativa dalla scorsa primavera.
Diciamo che le ultime vere perturbazioni transitarono tra maggio e la prima metà di giugno. Dopodiché, l’imponente anticiclone africano ha preso il sopravvento, catapultandoci rapidamente all’interno di quella che, a tutti gli effetti, è risultata essere una delle estati più calde in assoluto.
Superfluo ricordare il paragone con l’estate del 2003, ma, volendo, il confronto regge anche con quella del 2023, quando furono registrate temperature eccezionali. Ricorderete, infatti, che all’epoca in Sardegna si sfiorarono i 50 °C. Uno scenario simile si è riproposto anche quest’anno, peraltro in due momenti distinti: nell’ultima decade di luglio e dopo la metà di agosto.
È evidente, quindi, quanto sia importante cambiare registro. Fino a questo momento, tuttavia, come detto, non c’erano stati nemmeno segnali significativi di una svolta stagionale. È per questo motivo che quanto emerge dall’analisi dei modelli matematici va considerato perlomeno come un punto di partenza.
L’arrivo, nel corso della prossima settimana, di una depressione atlantica potrebbe infatti decretare la fine del dominio anticiclonico. Permetteteci, però, di sollevare qualche dubbio in merito, perché nelle proiezioni dei modelli a più lunga gittata l’intermezzo oceanico potrebbe rivelarsi tale: una semplice pausa nel dominio dell’Alta Pressione.
Se così fosse, si tratterebbe dell’ennesima illusione e tutto, a quel punto, verrebbe probabilmente rimandato a novembre. Ma a novembre saremmo già nettamente in ritardo sui tempi. In realtà, lo siamo già ora, ragion per cui dobbiamo augurarci che il peggioramento della prossima settimana sia davvero in grado di stravolgere le carte in tavola.

