
Tempesta Austen sulle Isole Britanniche, venti oltre 100 km/h sulla Manica
È allerta meteo sulle Isole Britanniche, che nelle prossime ore saranno raggiunte da un ciclone extratropicale molto intenso chiamato Austen, destinato a colpire soprattutto la parte meridionale dell’arcipelago. Secondo le ultimissime proiezioni dovrebbe interessare in particolare il Canale della Manica, dove il vento potrebbe superare ampiamente i 100 km/h, così anche la Francia settentrionale potrebbe essere colpita da venti violentissimi, compresa Parigi. Sono attese anche piogge abbondanti, localmente nubifragi: una situazione meteorologica comune in autunno, e in particolare in ottobre.
Questo ciclone è spinto da venti in quota molto intensi, da un Jet Stream che lo sta sospingendo velocemente verso le Isole Britanniche. Il peggioramento avrà degli impatti anche per l’Italia, come abbiamo raccontato in alcuni articoli.

Instabilità anche in Italia da venerdì
A partire dalla giornata di venerdì ci sarà infatti instabilità atmosferica anche nel nostro Paese, perché una tempesta comunque così vicina può dare una spinta di aria instabile in un Mediterraneo che, ricordiamolo, è sempre molto caldo. Le temperature sono salite parecchio anche oggi, soprattutto al Nord Italia con il favonio, una visibilità eccellente e un punto di rugiada sceso sotto lo 0°C, mentre altrove i valori si sono attestati mediamente tra i 20 e i 22°C.
Una seconda tempesta ancora più violenta
L’impulso legato ad Austen transiterà nella notte e porterà altri fenomeni nella giornata di venerdì, sempre sulle Isole Britanniche. Ma non basta, perché arriverà un’altra tempesta, questa volta estremamente violenta, spinta anch’essa da un Jet Stream fortissimo: questi venti in quota la porteranno velocemente dal sud dell’Islanda verso l’arcipelago britannico. Si annuncia estremamente piovosa sul settore occidentale, con piogge torrenziali attese sull’Irlanda occidentale e in Scozia, accompagnate da venti ululanti con raffiche che supereranno i 130-140 km/h. È una situazione meteorologica che si propagherà a tutte le Isole Britanniche nella giornata di sabato, quando sulla Scozia si avvicinerà un minimo di bassa pressione intorno ai 945 hPa secondo il Centro Meteo Europeo (ECMWF), insomma un bel ciclone extratropicale.
Questo ciclone creerà un po’ di caos in Europa, perché innanzitutto richiamerà aria fredda dalle regioni artiche, che si spingerà verso le medie latitudini e poi, con la perturbazione in fase di attenuazione, verso l’Europa Centrale, influenzando marginalmente anche l’Italia, dove giungerà soprattutto aria instabile. Il fronte andrà a scontrarsi con l’Arco Alpino e cercherà di scavalcarlo, per cui in Pianura Padana ci saranno correnti di favonio, ma sono attese anche precipitazioni, soprattutto sul settore centro-orientale del Nord, e nevicate sulle Alpi, non a bassa quota.
Un terzo ciclone e il ritorno dell’Anticiclone delle Azzorre
Ovviamente questa situazione ha scombussolato sostanzialmente il meteo europeo, e dalle ultimissime elaborazioni è emerso un ulteriore ciclone extratropicale per lunedì 26, che però transiterà più a nord, spinto dall’Anticiclone delle Azzorre, in direzione delle Orcadi. Interesserà comunque le Isole Britanniche con vento molto forte e precipitazioni sparse, associate a una perturbazione che non sembra intensa come la precedente.
Nel corso della prossima settimana l’alta pressione delle Azzorre si porterà poi sull’Italia: tutto questo caos, con tre cicloni che si affacciano sul continente europeo, finisce per favorire lo spostamento dell’alta pressione verso la nostra Penisola, un anticiclone che appare meno vigoroso di quanto sembrava in precedenza, anche se sull’Europa Centrale raggiungerà probabilmente entro venerdì un massimo di 1035 hPa. Attenzione però alle Isole Britanniche, dove è attesa una nuova area ciclonica per venerdì prossimo.
Aria fredda dalla Russia a inizio novembre
Guardando al meteo a lungo termine ci sono altre considerazioni da fare: si delinea praticamente un congiungimento tra l’alta pressione europea e quella euroasiatica, che potrebbe spingere aria fredda dalla Russia verso i Balcani e l’Italia. Un’aria destinata a scontrarsi con le correnti oceaniche di bassa latitudine che scorreranno dalla Penisola Iberica verso il Mar Mediterraneo, una configurazione meteorologica capace di portare molti temporali tra le Baleari, la Sardegna, le regioni tirreniche centro-meridionali e il Sud Italia, anche se la previsione resta molto incerta.
C’è poi da dire che si sta parlando, e non a vanvera, di aria fredda in arrivo verso l’Italia nei primi giorni di novembre. Probabilmente non avremo un’ondata di freddo vera e propria, ma la situazione nella prima decade di novembre si sta complicando parecchio, e questo è molto insolito per gli ultimi anni.
Dal gelo sul Baltico al caldo record nel Sahara
Negli ultimi anni abbiamo comunque visto delle ondate di freddo: si sono verificate tempeste di neve nell’Europa centro-settentrionale, soprattutto su Isole Britanniche, Francia e Germania, che hanno anticipato l’Inverno, seguite poi da un dicembre più mite. Il grosso cambiamento è arrivato con l’Inverno 2025-2026, con quella fase di gelo incredibile che non si vedeva da decenni e che ha interessato la Scandinavia ma soprattutto, alle latitudini inferiori, la Germania centro-settentrionale e la Polonia, dove sul Mar Baltico si è formata addirittura una banchisa di ghiaccio lungo le coste tedesche e polacche, oltre che su quelle delle Repubbliche Baltiche. Una situazione meteorologica insolita: all’epoca i modelli matematici ci davano prospettive di un freddo che sarebbe giunto anche in Italia, ma al contrario febbraio ha visto espandersi in maniera imponente un’alta pressione africana, e sì, questo può sempre succedere.
Attualmente è in corso un’ondata di calore notevolissima nella regione del Sahara: sembrerà strano parlare di caldo nel deserto, ma ci sono temperature addirittura da record in alcune stazioni meteorologiche per il mese di ottobre, sia nei valori minimi sia in quelli massimi. C’è sempre da riflettere, e di meteo estremo si può parlare per tutto quello che abbiamo appena raccontato, da quello britannico a quello che, tutto sommato, in qualche modo ci riguarderà.
Serve pioggia, non il freddo
Abbiamo necessità di piogge e di perturbazioni atlantiche che transitino sull’Italia, non dell’aria fredda dalla Russia e dalle regioni artiche. Ci serve pioggia diffusa nelle zone interne, serve per le dighe di raccolta, per le falde acquifere e soprattutto serve la neve sulle Alpi, quella vera. Ormai siamo in procinto di novembre e sappiamo già che nei prossimi giorni non succederà tantissimo, anche se ci attende una bella fase instabile, ma speriamo che novembre porti la neve e soprattutto tanta pioggia.
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