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Danni dovuti dall’alluvione in Cile.

Cosa è successo a Las Condes l’8 ottobre

Nel pomeriggio di giovedì 8 ottobre 2026, a San Carlos de Apoquindo, quartiere di Las Condes nella parte orientale di Santiago del Cile che sale verso le Ande, è arrivata all’improvviso una massa di acqua, fango e pietre. Ha invaso le strade trascinandosi dietro auto e perfino autobus, ed è entrata in case, scuole e due cliniche. I cileni lo chiamano aluvión e succede quando le quebradas, i canaloni di montagna di solito asciutti, si riempiono in pochi minuti e scaricano tutto a valle.

 

Un ottobre mai così piovoso

Questo ottobre a Santiago è il più piovoso mai visto. Le cause sono due: un fiume atmosferico, cioè un nastro di aria carichissima di umidità arrivato dall’oceano, e un El Niño molto forte, che sta scaldando il Pacifico come poche volte in passato. Alla stazione ufficiale di Quinta Normal, in centro, il 6 ottobre sono caduti 53,8 millimetri, il secondo dato più alto per ottobre in oltre un secolo. Al giorno 8 il mese era già a 91,7 millimetri, sopra il record del 1987 e vicino ai circa 102 del 1930, quando di solito in tutto ottobre ne cadono 12-15. Sulle colline di Las Condes, secondo la sindaca Catalina San Martín, si era arrivati a circa 144 millimetri, quasi nove volte la media.

 

Perché è bastata poca pioggia

Il giorno dell’aluvione invece è piovuto poco: tra 7 e 10 millimetri in tre ore secondo la Dirección Meteorológica de Chile, con uno scroscio più forte verso le 16:30. Il problema è che il terreno era così zuppo da non assorbire più niente. In più lo zero termico stava tra 2.600 e 2.800 metri, quindi in montagna invece della neve è scesa pioggia, che è corsa subito giù. Ci ha messo del suo anche un vecchio incendio estivo che aveva lasciato i versanti quasi spogli, oltre a qualche canale di scolo intasato. Anche il fiume Mapocho è esondato più a sud-ovest, con diverse evacuazioni.

 

Feriti, case danneggiate e allerta rossa

Ci sono almeno 6 feriti, tra cui un bimbo di un anno, e per fortuna nessuna vittima nella zona dell’aluvione, anche se nei giorni precedenti a San Bernardo un senzatetto è morto in un sottopasso allagato. Più di mille persone sono state assistite o evacuate e circa 2.000 case risultano danneggiate. Il presidente José Antonio Kast ha dichiarato Las Condes zona di catastrofe e Senapred, la protezione civile cilena, ha diramato l’Allerta Rossa per una decina di comuni della Regione Metropolitana.

 

Cosa aspettarsi adesso

Oggi, lunedì 12 ottobre, si spala ancora fango e alcune scuole restano chiuse. Tra oggi e martedì 13 tornano i rovesci, con possibili temporali e grandine, per 10-24 millimetri in valle e sulle prime colline. Sembrano pochi, ma con terreni così saturi bastano a far ripartire le quebradas, ed è per questo che le autorità chiedono la massima prudenza.

 

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