
Il test del 12 Settembre 1973 a Novaya Zemlya
Il 12 Settembre 1973 l’Unione Sovietica effettuò il più potente test sotterraneo mai condotto a Novaya Zemlya. Si trattò di un test multiplo: quattro dispositivi nucleari detonati quasi simultaneamente, per una forza complessiva di circa 4,2 megatoni, stima ricavata dai totali annuali ufficiali e dai dati sismici. La magnitudo sismica riportata è M ≈ 6,97.
L’esplosione provocò un’enorme frana di roccia, una vera valanga di circa 80 milioni di tonnellate (o metri cubi) di materiale. La massa precipitò nella valle del fiume Zhuravlevka (o Zhuralevka), sbarrando due corsi d’acqua glaciali e dando origine a un lago lungo circa 2 chilometri. L’effetto è stato documentato nel dettaglio, anche con immagini satellitari, in studi successivi, tra cui quelli di Johnny Skorve e della letteratura scientifica russa.
Semplifichiamo i fatti
Il 12 Settembre 1973, sulle isole artiche di Novaya Zemlya, l’Unione Sovietica fece esplodere sottoterra quattro bombe nucleari insieme: fu il test più potente mai realizzato in quel sito. L’esplosione fece crollare un pezzo di montagna, che bloccò due torrenti e creò un nuovo lago.
Le esplosioni ripetute nello stesso punto hanno poi aiutato gli scienziati a studiare il centro della Terra. Confrontando le onde sismiche, hanno scoperto che il nucleo interno ruota a una velocità leggermente diversa dal resto del pianeta, a volte più veloce, a volte più lento. Il campo magnetico nasce invece nel nucleo esterno liquido e, nella storia della Terra, si è invertito molte volte.

Campo magnetico e inversione di polarità
Il principio di base è corretto: il campo magnetico terrestre è generato principalmente dalla geodinamo nel nucleo esterno liquido, composto in prevalenza da ferro fuso, con nichel ed elementi leggeri. I moti convettivi del fluido conduttore, organizzati dalla forza di Coriolis dovuta alla rotazione della Terra, generano e mantengono il campo. Il nucleo interno solido, formato soprattutto da ferro con una piccola quota di nichel, cresce per solidificazione, ma la dinamo attiva si trova nel nucleo esterno liquido.
L’analogia, spesso proposta, con “orbitali elettronici che si liberano e creano un magnete dinamico” è una semplificazione eccessiva e imprecisa: il meccanismo è descritto dalla magnetoidrodinamica dei fluidi conduttori sottoposti a pressioni e temperature estreme.
Le inversioni di polarità magnetica sono un fenomeno reale e ricorrente nella storia della Terra, avvenuto centinaia di volte. Durante un’inversione l’intensità del campo cala sensibilmente, spesso a una frazione del valore normale, e aumenta l’arrivo di particelle solari e raggi cosmici. Ciò può influire sull’atmosfera (ad esempio sull’ozono), sui sistemi elettrici e sull’esposizione alle radiazioni, ma non esiste evidenza geologica di estinzioni di massa direttamente legate alle inversioni: la vita è sopravvissuta a molte di esse. Il campo, inoltre, non si azzera ovunque e il processo non è istantaneo.
In sintesi, i fatti sul test del 1973 di Novaya Zemlya e le misure di rotazione del nucleo interno è scientificamente fondato, con i valori di velocità indicati. La parte sul campo magnetico è concettualmente giusta, anche se spesso viene formulata in modo semplificato.
Credit
- Vidale J.E., Very Slow Rotation of Earth’s Inner Core From 1971 to 1974 – Geophysical Research Letters (AGU)
- The Earth moves far under our feet: new study shows the inner core oscillates – University of Southern California
- Earth’s Magnetosphere: Protecting Our Planet from Harmful Space Energy – NASA

