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Vortice Polare effetti della fase verso l’indebolimento. Su schema del NOAA.

I modelli matematici da alcuni giorni prospettano un indebolimento marcato (e davvero precoce) del Vortice Polare stratosferico verso i primi di Novembre, con alcune proiezioni che arrivano a ipotizzare uno Split o addirittura un Major Sudden Stratospheric Warming (SSW). Quest’ultima situazione sarebbe davvero rara in questa fase dell’anno, soprattutto, come dicevo, a ridosso dell’inizio di Novembre.

 

Vortice Polare ancora nella media, ma la frenata è vicina

Al momento il Vortice Polare, e ricordo che si parla di quello della stratosfera, è ancora intorno alla media climatologica, con venti zonali a 10 hPa e 60°N intorno ai 21-22 metri al secondo. Si prevede però un cambiamento tra fine Ottobre e i primi giorni di Novembre: i principali modelli matematici (ECMWF e GFS) concordano su un forte rallentamento dei venti occidentali stratosferici, spinto da un’attività delle onde planetarie in aumento, legata soprattutto a configurazioni tra Urali, Siberia e Pacifico.

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Vortice Polare effetti della fase verso l’indebolimento. Su schema del NOAA.

ECMWF spinge verso un Major SSW a inizio Novembre

ECMWF è il più aggressivo nelle previsioni: in alcune corse (ovvero emissioni/previsioni) mostra una deformazione a due lobi, uno sull’Eurasia settentrionale e uno sul Canada, sino a prospettare scenari estremi, con un’inversione dei venti (da occidentali a orientali) intorno al 4-6 Novembre.

Questo rientrerebbe nella definizione di Major SSW ed è considerato raro così presto nella stagione, con precedenti significativi a fine Novembre del 1958 e del 1968.

GFS e gli Ensemble restano più prudenti

GFS e gli Ensemble (inclusi i GEFS) vedono un indebolimento netto e una deformazione, ma sono più cauti sulla completa inversione. Spesso emergono ipotesi di Canadian Warming, cioè un riscaldamento o una deformazione più orientati sul settore nordamericano, piuttosto che un vero Split completo.

In linea generale, quello che tende a prevalere è la possibilità di un indebolimento verso inizio Novembre, con valori potenzialmente sotto i minimi storici per il periodo, mentre la probabilità di un Major SSW vero e proprio nelle prossime 2 settimane è moderata, intorno al 27% complessivo, e più alta considerando il solo ECMWF.

Il segnale è ancora in evoluzione: i modelli matematici divergono soprattutto dopo il 29 Ottobre circa, quindi le prossime emissioni saranno decisive per capire se si tratta di un semplice indebolimento con deformazione o di un evento più intenso.

 

Quali effetti in superficie e per l’Italia

In superficie un vortice più debole o spezzato non produce effetti immediati, perché le eventuali conseguenze sulla troposfera, e quindi sul tempo atmosferico, arrivano di solito con un ritardo da 1 a 6 settimane e non sono certe, dato che non tutti i disturbi stratosferici si propagano efficacemente verso il basso.

In caso di propagazione aumentano le possibilità di una corrente a getto più ondulata e di irruzioni di aria artica verso le medie latitudini, in Europa come in Nord America.

Per l’Italia e il Mediterraneo questo potrebbe tradursi, nelle settimane successive, in maggiore instabilità, calo termico e più occasioni per episodi freddi, ma al momento non c’è alcuna previsione affidabile di “gelo immediato”.

 

El Niño e lo Split del Vortice Polare

In parallelo, le proiezioni stagionali, con un El Niño forte in atto, indicano anche un possibile indebolimento del Vortice Polare più avanti, tra fine Gennaio e Febbraio 2027, ma si tratta di un orizzonte previsionale ancora più incerto. Un El Niño forte, in teoria, indebolisce indirettamente il Vortice Polare Stratosferico e può essere all’origine di quello che si chiama Split.

Uno Split del Vortice Polare stratosferico è la divisione del grande vortice di aria gelida sopra l’Artico, tra 15 e 50 chilometri di quota, in due o più nuclei distinti, spesso uno sul Canada e uno sull’Eurasia. Di solito avviene durante un Major Sudden Stratospheric Warming, quando i venti occidentali si invertono e il vortice si spezza.

 

In sintesi

C’è un disturbo precoce e significativo in vista nei primi di Novembre, con lo scenario di Split più estremo proposto da ECMWF, ma serve una conferma e restano tutti da decifrare gli effetti sul tempo reale, soprattutto in Europa. Perciò, sia chiaro, questo non significa che sia già previsto il coinvolgimento dell’Italia in un’ondata di gelo precoce.

 

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