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Rieccoci a un nuovo appuntamento sulla possibile evoluzione di massima del tempo per il prossimo mese di Novembre, sulla base delle nuove proiezioni stagionali emesse dal centro di calcolo europeo ECMWF. L’aggiornamento odierno conferma un mese, specie nella prima parte, all’insegna di una circolazione atlantica bloccata dall’interposizione, tra Oceano ed Europa, di un vetusto anticiclone meridiano con radice iberica, ma più vigoroso in sede britannica e nord-atlantica. Una classica configurazione, lo abbiamo già ribadito in diverse analisi precedenti, di blocco atlantico alto, tipicamente invernale e decisamente anomalo, stando perlomeno all’andamento medio degli ultimi 10/15 anni, nel cuore dell’autunno.

Naturalmente stiamo analizzando una tendenza di medio-lungo periodo, che si spingerà fino a oltre un mese, considerando l’intera evoluzione di Novembre, per cui nulla ha a che vedere con una previsione: ci si limita semplicemente a considerare l’anomalia barica di massima simulata dai modelli e il possibile andamento medio sia sotto l’aspetto termico sia pluviometrico. I dati di oggi, ribadiamo, proiettati spiccatamente verso una circolazione simil-invernale sullo scacchiere atlantico-euro-asiatico fino a circa metà mese, tendono progressivamente ad allentare, nelle simulazioni, il blocco anticiclonico nel corso della seconda parte del mese, magari concedendo maggiori infiltrazioni nord-atlantiche e uno stemperamento anche del freddo.

Prima metà di Novembre fredda, piogge sull’Adriatico e al Sud

Andando per gradi, ormai con una certa probabilità la prima decade, ma verosimilmente anche l’intera prima metà di Novembre, potrebbe trascorrere all’insegna di un’alta pressione ben salda su Europa centro-occidentale e Atlantico e, invece, all’insegna di correnti relativamente fredde di matrice continentale sull’Est Europa e anche sui settori centro-orientali del Mediterraneo, Italia compresa. Il fulcro depressionario che muoverebbe l’aria continentale verso il nostro bacino si porrebbe piuttosto basso, in prossimità dell’Europa sud-orientale, quindi verso Grecia, Mar Nero e Turchia, per cui sull’Italia potrebbero non esserci grosse vorticità foriere di estese precipitazioni o particolari azioni cicloniche.

Tuttavia, le correnti relativamente fredde indotte da quella circolazione depressionaria, nell’impatto con un mare dalla temperatura superficiale senz’altro mite, produrrebbero certamente piogge ricorrenti su diversi settori, in particolare su quelli più esposti, ovvero il medio-basso Adriatico e il Sud in genere, anche verso la Sardegna meridionale e, temporaneamente, orientale. Poco esposti, invece, le aree tirreniche centro-settentrionali e un po’ tutto il Nord, con piogge spesso del tutto assenti o, semmai, occasionali, più probabili al Nordest.

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Seconda metà del mese: il blocco si sfilaccia

Circa la seconda parte del mese, dal 15/16 al 30 Novembre, le attuali proiezioni bariche di massima supporrebbero un progressivo sfilacciamento del blocco, con minore tenuta sul comparto britannico e l’inserimento, proprio da quei settori, di impulsi instabili nord-atlantici meno freddi, ma magari più umidi, in grado di portare ogni tanto qualche sventagliata di pioggia da nord a sud, tuttavia in un flusso abbastanza veloce e intervallato, in via generale, da giornate più stabili. Dunque, nella seconda parte del mese potrebbe vedersi qualche pioggia irregolare anche sul resto dell’Italia, ma non mancherebbero fasi di stabilità, per cui il bilancio pluviometrico mensile complessivo resterebbe fortemente siccitoso su molte regioni.

Piogge di Novembre: deficit fino al 100% al Nordovest

Nella prima mappa interna abbiamo rappresentato, appunto, stando alle indicazioni del centro di calcolo europeo, la possibile anomalia delle piogge per tutto Novembre. Il quadro prospettato deporrebbe per piogge nella norma soltanto sui settori del medio-basso Adriatico, specie appenninici, sul nord-est e sul sud della Calabria, sul nord/nord-ovest e sul sud-est della Sicilia e sul sud della Sardegna. Su alcuni dei settori citati potrebbero esserci localmente piogge anche un po’ sopra la norma, per lo più concentrate nella prima parte del mese, come sul sud della Calabria e sul sud-est della Sicilia e, in forma più localizzata, sul medio Adriatico e tra il nord-est della Calabria, il sud-ovest della Sicilia e il sud della Sardegna.

Su tutto il resto d’Italia l’apporto pluviometrico di Novembre sarebbe decisamente scarso, specie nella prima metà del mese, con un quadro complessivo che vedrebbe diffusamente piogge inferiori alla media fino al 40-50%, ma spesso anche del 70-80%, o addirittura fino al 100% sotto media tra il nord-est del Piemonte e il nord-ovest della Lombardia.

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Temperature sotto media e prime nevicate sull’Appennino

Infine, nella seconda immagine interna abbiamo rappresentato, sempre sulla base dei dati provenienti dal centro di calcolo europeo ECMWF, il possibile andamento di massima delle temperature per l’intero mese di Novembre. Come visibile dalla grafica, tutta l’Italia vivrebbe, in linea generale, un mese più freddo rispetto alla norma, con valori sottomedia da 0,5/1°C fino anche a 3/4°C, in particolare sui settori appenninici centro-meridionali, localmente anche sulle pianure del Nord e sulle Alpi di nord-est. La fase più fredda, come già accennato in precedenza, si avrebbe nella prima metà del mese.

Tuttavia, nella seconda parte, benché una circolazione a tratti un po’ più nord-occidentale possa portare qualche lieve aumento termico, l’andamento medio delle temperature potrebbe attestarsi intorno ai valori normali per il periodo o anche un po’ sopra, specie di giorno, ma non in maniera particolarmente significativa. Per di più, in diverse fasi nel corso della seconda metà del mese andrebbero computati moderati cunei anticiclonici, che terrebbero le minime piuttosto basse per inversione termica notturna, quindi con un andamento medio tutto sommato intorno ai valori tipici di Novembre.

Da evidenziare anche la possibilità di locali nevicate sui comparti appenninici, certamente a quote medie, oltre i 1.400 metri, ma in diversi casi anche fino a 1.000/1.200 metri, e non sarebbero escluse comparse occasionali e precoci anche sotto i 1.000 metri sull’Appennino centrale, specie nel corso della prima decade del mese. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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