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Lunedì 26 torna l’anticiclone, ma con alcune considerazioni da fare

La giornata di oggi, lunedì 26 ottobre, è quella che sancisce il ritorno dell’anticiclone. Nulla di anomalo, sia chiaro. Avremo una fase di stabilità atmosferica destinata a proseguire almeno fino a giovedì 29 ma, come già detto in altri approfondimenti, questa figura barica non sarà del tutto dominante. Come è lecito aspettarsi, le condizioni meteo saranno spesso soleggiate, anche se si tratta di un’alta pressione molto disturbata da velature e da qualche addensamento compatto, soprattutto nelle regioni meridionali.

Attenzione agli sbalzi termici tra nottate e pomeriggi

Le temperature massime si manterranno comprese tra 16°C e 24°C (le zone meno calde saranno quelle dell’estremo sud, mentre le più tiepide la Valpadana orientale e le interne nel Centro e in Sardegna), mentre bisogna prestare attenzione all’escursione termica nelle ore notturne. Ormai siamo nel cuore dell’autunno e le nottate sono molto lunghe. Di conseguenza, la presenza di cieli sereni, unita alla debole ventilazione, porterà a una forte dispersione del calore accumulato durante il giorno. Così le temperature minime potranno scendere in maniera decisa, addirittura su valori non troppo distanti da 0°C, soprattutto se non riescono a formarsi nebbie e nubi basse.

Come detto, nei luoghi umidi potrebbero esserci banchi di nebbia localizzati, soprattutto in Val Padana e nelle vallate del Centro. Si tratta di fenomeni tipici delle fasi anticicloniche autunnali, dovuti al ristagno dell’aria umida, in presenza di quote di geopotenziale non estreme (motivo per cui potrebbe piovere in due Regioni)

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Alta pressione non convinta: clima un pelo più mite, ma non certo caldo e comunque con molti disturbi

Da venerdì 30 aria fredda che potrebbe puntare verso di noi

Aumentano invece le incertezze per quanto riguarda l’evoluzione prevista a partire da venerdì 30. Diamo uno sguardo a livello europeo per capire quale sarebbe il cambiamento. Il clou avrebbe origine nell’Atlantico settentrionale, dove le tempeste che interessano il Regno Unito potrebbero essere calmierate dalla presenza dell’anticiclone.

Quest’ultimo, con una manovra curiosa, potrebbe spingersi verso latitudini più settentrionali, raggiungendo il Nord Europa. Tale configurazione favorirebbe, sul suo fianco orientale, la discesa di masse d’aria fredda continentale provenienti dalle regioni baltiche e dalla Russia. Il cuore principale potrebbe essere la regione balcanica, ma ciò non toglie che, con una piccola spallata verso ovest, possano spingersi anche sulle nostre regioni. Come sempre, visto che parliamo di una tendenza meteo a sette giorni, rimane da capire se e quando questa corrente fredda riuscirà a raggiungere l’Italia.

Il ponte di Ognissanti sarà una fase di svolta? La risposta è: dipende. Se parliamo in termini climatici, sicuramente sì, perché andremo ben sotto media. Se invece analizziamo il regime delle piogge, bisognerà ovviamente aspettare i prossimi aggiornamenti per capire meglio il quadro pluviometrico. Vi mostriamo, per concludere, due mappe, a cura dei modelli meteo ECWMF prima e GFS poi, per farvi capire la discordanza. Il sunto è che ci sarà una discesa fredda, ma il problema è…dove andrà a finire!

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Ipotesi del modello europeo da domenica 1° novembre: area molto fredda che dai Balcani arriverebbe fin verso le regioni orientali del nostro Paese
Ipotesi di GFS: la colata gelida rimarrebbe su Ucraina e Romania, mentre da noi arriverebbe solo uno sbuffo timido
Ipotesi di GFS: la colata gelida rimarrebbe su Ucraina e Romania, mentre da noi arriverebbe solo uno sbuffo timido

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

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