Seguici su Google
Novembre gelido e nevoso le storiche ondate di freddo che hanno imbiancato lItalia
Ricostruzione fotografica con l’ausilio dell’AI di una nevicata di un tempo in una città del Sud Italia.

Novembre e le ondate di freddo negli archivi

Novembre può essere un mese gelido, un mese in cui si possono verificare ondate di freddo importanti, e per capirlo abbiamo necessità di consultare i dati storici. Ovviamente quelli più distanti dai giorni nostri sono meno influenzati da quello che si chiama Cambiamento Climatico, cioè da un aumento della temperatura che si sta verificando su tutto il nostro pianeta, anzi in Italia e in Europa la temperatura è in aumento con un’intensità maggiore rispetto ad altre parti del mondo.

Le ondate di freddo e le nevicate associate di novembre, va detto, non sono la norma, ma negli archivi meteo, come dicevo, se ne trovano alcune anche di notevole intensità. Va anche detto che questo è un mese in cui le perturbazioni atlantiche che giungono successivamente a un’irruzione di aria fredda possono determinare nevicate intense, perché le precipitazioni di novembre sono mediamente più abbondanti rispetto a quelle di dicembre, quantomeno sulle regioni tirreniche, sulle loro zone interne e, direi, sul Nord Italia.

 

Il gelo tra fine novembre e inizio dicembre 1973

Un’ondata di freddo piuttosto importante si ebbe alla fine di novembre e all’inizio di dicembre 1973, effettivamente un sacco di anni fa. Nella terza decade di novembre giunse una forte colata di aria artica che portò temperature minime fino a -10°C a Milano Malpensa, -8°C a Novara, -7°C a Torino e Pisa. Peraltro, successivamente a questo evento atmosferico, nevicò in Val Padana e persino nelle zone interne del Centro Italia: una forte nevicata interessò, come dicevo, la Pianura Padana, ma attenzione, a Firenze cadde un’abbondante nevicata a novembre, la prima dal 1925, a Siena caddero tra i 15 e i 20 cm di neve e furono imbiancate Pistoia e Lucca, città di pianura della Toscana.

Il picco dell’ondata di freddo si prolungò addirittura ai primi di dicembre, con un’eccezionale nevicata al Sud Italia: pensate, caddero fino a 150-200 cm di neve ad Avellino e Benevento e oltre 80 cm a Potenza, mentre sui monti si accumularono metri di neve. Un evento atmosferico che appare scioccante, se lo confrontassimo con quello che succede ai tempi d’oggi.

 

La nevicata precocissima del 2-4 novembre 1980

Andiamo più avanti, all’inizio di novembre 1980, nel periodo 2-4 novembre, quando avvenne in Pianura Padana una delle nevicate più precoci della storia recente. Nei giorni precedenti giunse aria fredda di origine continentale, cioè da est, e poi una perturbazione proveniente da ovest, come normalmente succede in autunno, transitò sull’Italia. In Val Padana c’era il famoso cuscinetto di aria fredda e caddero tra i 20 e i 25 cm di neve a Bologna, 10-15 cm a Parma e Reggio Emilia, la neve cadde anche a Cuneo, mentre a Milano e Torino solo delle spruzzate, evidentemente c’era un’ombra pluviometrica, si chiama così un’area dove cade poca pioggia e altrettanto poca neve, un evento veramente molto precoce.

 

Novembre 1977, 40 cm di neve a Bologna

Torniamo un po’ indietro, al 1977: il 25 e 26 novembre non ci fu un’ondata di gelo estremo ma una nevicata eccezionale, con 40 cm di neve a Bologna accompagnati da tuoni e fulmini, 20-25 cm a Modena e 13 cm a Reggio Emilia. Fu paralizzata la circolazione praticamente in tutta l’Emilia-Romagna, mentre le raffiche di vento e la neve, caduta tra le altre cose così precocemente, provocarono lo schianto di alberi e danni. Ad oggi è stata la nevicata più intensa mai avvenuta in tempi recenti nella regione a novembre.

 

Aria siberiana nel 1988, gelo russo nel 1971 e aria artica nel 1998

Andiamo al novembre 1988, quando aria siberiana con temperature veramente da record raggiunse l’Italia. Sentite questa: a Milano Malpensa -13°C, con temperature bassissime vicine a -10°C a Piacenza, Udine e Brescia e un freddo intensissimo in montagna, con -29°C al Plateau Rosa.

Andiamo al 1971, sempre a novembre, quando aria gelida di origine russa portò nevicate precoci su gran parte del Nord, compresa la pianura, e coinvolse anche il Centro del nostro Paese. Andiamo poi al 1998, e ci stiamo avvicinando ai giorni d’oggi: un’irruzione di aria artica con nevicate precoci a bassa quota al Nord e al Centro fece segnare diversi record stagionali di freddo, anche se su questa situazione non ho molti dati.

 

Novembre 2005, neve tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna

Altri episodi notevoli sono avvenuti nel novembre 2005, con neve in Emilia-Romagna, sino a 20 cm in pianura nel Bresciano e 10 cm ad Alessandria, mentre a Tortona caddero tra i 30 e i 50 cm, come nel caso di Acqui Terme, e a Milano tra i 5 e i 10 cm. Pensate un po’, era il 2005 e ora ormai non nevica praticamente più.

 

13 novembre 2017, la bufera di neve sulla via Emilia

Il 13 novembre 2017 è un evento che ho voluto approfondire perché siamo vicini ai giorni d’oggi: nevicata in pianura tra Bologna, Imola e Faenza, tutta la via Emilia vide la neve con temperature tra 0°C e +1°C e nel capoluogo emiliano la coltre si accumulò fino a 5-10 cm. Decisamente consistente la nevicata sull’Appennino bolognese, dove alle quote più elevate caddero fino a 50 cm di neve; tra le altre cose ci fu una bufera di neve con tuoni e fulmini, mentre nelle aree adriatiche si ebbero neve e gragnola.

La situazione meteorologica fu piuttosto grave, si ebbero disagi sulle autostrade con addirittura la chiusura di alcuni tratti come l’A1 e l’A14, problemi all’aeroporto di Bologna e interruzioni elettriche in Appennino. È stato definito come uno degli episodi di neve più precoci per intensità dopo quello del 3-4 novembre 1980, di cui abbiamo parlato prima.

 

21-22 novembre 2024, neve al Nord-Ovest

Arriviamo al 21-22 novembre 2024, con neve al Nord-Ovest tra Valle d’Aosta, Piemonte e alta Lombardia: stavolta la neve non cade in pianura, ma ci fu una fioccata in Valle d’Aosta con accumuli di circa 30-35 cm ad Aosta città e ben di più in montagna, come i 50 cm di La Thuile e Courmayeur, fino a 1 metro al Passo del Gran San Bernardo, con la temperatura scesa a -2°C ad Aosta.

In Piemonte, a Biella 20 cm, così come nel Canavese, nel Vercellese e nel Verbano-Cusio-Ossola, mentre a Torino fiocchi di neve con accumulo però solo nella cintura periferica a nord e verso la collina. In Lombardia furono imbiancati il basso Varesotto, la Bergamasca, il Lecchese, il Comasco e il Bresciano, con nevischio su Milano senza accumulo. Le temperature minime le abbiamo dette prima, -2°C ad Aosta ma anche a Biella, -4°C a Torino la mattina del 22, e successivamente il gelo si fece più intenso nella pianura piemontese, addirittura sino a -8°C, mentre la Capanna Margherita segnò una minima di -29°C.

 

Nevicate di novembre sempre più rare e localizzate

Di certo non è quel gran freddo di cui vi abbiamo parlato prima, ma questi due episodi confermano che le nevicate in pianura o a quota molto bassa a novembre restano possibili, anche se col Cambiamento Climatico sono diventate più localizzate, di breve durata e soprattutto meno rilevanti, eccetto alcune aree che ricevono per varie ragioni precipitazioni abbondanti, magari per effetto dello Stau, cioè le nubi che si ammassano a ridosso dei monti.

Di tutto questo articolo mi ha colpito parecchio l’evento di fine novembre e inizio dicembre 1973, non tanto per la nevicata sulla Pianura Padana, anche se i -10°C di Malpensa non sono mica uno scherzo, quanto per quella dell’Irpinia e del Sannio, davvero incredibile: 80 cm a Potenza e addirittura 1,5-2 metri nella zona di Avellino e Benevento, un fenomeno veramente importante che ora capita eventualmente con tempi di ritorno secolari, forse anche di più, e semmai in pieno inverno.

Ecco, quando sentite dire che non ci sono più gli inverni di una volta, che non ci sono più le stagioni di una volta, ricordate che ho cercato di riportarvi qui alcuni eventi atmosferici avvenuti a novembre, perché novembre può essere un mese dalle mille sorprese e le sorprese le ho raccolte in questo articolo facendo una ricerca. Ringrazio caldamente coloro che mi hanno supportato nella raccolta dei dati, come sempre la redazione.

 

Credit

  • Archivi redazione Meteo Giornale e Andrea Meloni
Seguici su Google