Il fenomeno, precedentemente osservato in 145 paesi, tra cui 109 in via di sviluppo e 36 sviluppati, e in diverse società umane e non, sembrava essere una costante biologica. Tuttavia, recenti dati indicano un marcato declino nel benessere dei giovani, in particolare delle giovani donne, con un impatto significativo sulla loro salute mentale. Questo declino non è isolato agli Stati Uniti, ma è stato osservato in oltre 80 paesi, da Australia a Zimbabwe.
Il declino nella felicità giovanile non sembra essere direttamente correlato a fattori come il mercato del lavoro o la pandemia di COVID-19, quest’ultima ha solamente amplificato tendenze già in atto dal 2011. Il Professor Blanchflower sottolinea l’urgenza di indagare ulteriormente le cause di questo fenomeno globale, che sembra iniziare intorno al 2014 e colpisce in modo sproporzionato i giovani, soprattutto le donne.
Nonostante l’ampia diffusione di questo problema, le cause esatte rimangono ancora sconosciute, rendendo cruciale la ricerca di spiegazioni che possano spiegare adeguatamente questi cambiamenti. Nel frattempo, è evidente l’aumento delle visite ai servizi di salute mentale da parte dei giovani, così come un incremento nei ricoveri per autolesionismo e nei tentativi di suicidio.
Questi dati emergenti suggeriscono la necessità di un’azione immediata per affrontare la crescente crisi di salute mentale tra i giovani a livello globale.