
Diciamo che non si tratta del tipico peggioramento autunnale, ovvero dell’ingresso di un fronte perturbato di chiara origine atlantica. Tuttavia, in questo periodo, è comunque importante dar spazio a una sostanziale modifica dell’impianto circolatorio a livello europeo.
Senza tale modifica, difficilmente l’autunno potrà salire decisamente in cattedra. Quello che possiamo dirvi, comunque, è che le attuali previsioni dei modelli matematici a più alta risoluzione confermano fenomeni piuttosto diffusi e localmente violenti.
Già nelle scorse ore, in tal senso, abbiamo avuto la riprova di quanto i contrasti termici di questo periodo siano in grado di sostenere temporali a carattere di nubifragio, spesso e volentieri ancora accompagnati da grandinate e colpi di vento. I modelli matematici ad alta risoluzione continueranno presumibilmente a variare in corso d’opera la distribuzione delle precipitazioni. In tal senso dobbiamo dirvi che il quadro previsionale resta tutt’altro che di facile lettura.
Per poterci fare un’idea precisa sui dettagli dovremo utilizzare i classici strumenti di lettura in tempo reale, ovvero le immagini satellitari e i radar regionali. Per cui l’invito è quello di tenere d’occhio costantemente i vari bollettini che verranno emessi dalle autorità competenti. Dal nostro punto di vista crediamo che il peggioramento, carte alla mano, terrà sotto scacco buona parte dell’Italia almeno fino alla giornata di domenica.
Peraltro, alcuni centri di calcolo internazionali, come quello europeo, stanno acuendo ulteriormente l’instabilità proprio sul finire della settimana, complice il passaggio di un secondo vortice depressionario in rapido scivolamento da nord verso sud.
Un quadro evolutivo che, come potrete ben capire, non è affatto lineare, motivo per cui l’invito, come detto, è quello di non perdere alcun tipo di aggiornamento. Detto che le precipitazioni potranno risultare particolarmente forti un po’ ovunque, l’altro elemento da non sottovalutare è rappresentato dalle temperature.
Ci stiamo lasciando alle spalle una lunga fase di caldo anomalo. Peraltro, c’è da dire che proprio nelle prossime ore alcune regioni d’Italia saranno sottoposte a un temporaneo ulteriore richiamo d’aria calda di matrice subtropicale.
Tra le due isole maggiori e il Sud Italia non escludiamo pertanto un’impennata termica che potrebbe innescare picchi di temperatura massima decisamente superiori ai 30°C. Seguirà però un vero e proprio crollo termico, che finalmente darà luogo a condizioni climatiche consone al periodo.
Lasciando l’analisi dal breve termine, stiamo già provando a proiettarci alla prossima settimana, una settimana che potrebbe proporre due soluzioni diametralmente opposte: da un lato il ritorno dell’Alta Pressione, dall’altro un graduale nuovo peggioramento pilotato da correnti d’aria fredda provenienti dall’Europa orientale.
Duplice ipotesi che, come abbiamo già visto in precedenti articoli, deriva da diverse interpretazioni delle variabili atmosferiche a seconda dei centri di calcolo considerati. Quelli europei, infatti, proseguono sulla falsa riga delle emissioni precedenti, confermando il ritorno del bel tempo, mentre quelli americani proseguono sui binari del nuovo peggioramento dai quadranti orientali.
Difficile, comunque, dirvi oggi chi la spunterà. Quel che è certo è che non stiamo parlando di una classica circolazione atlantica, così come vorrebbe la normalità stagionale, soprattutto a ridosso di metà ottobre.

