Attenzione alle condizioni meteo di forte maltempo attese nelle prossime ore. Tra oggi, mercoledì 7, e venerdì 9 avremo a che fare con una spiccata fase di brutto tempo. Andiamo per gradi e cerchiamo di analizzare tutte le aree più a rischio di nubifragi.
La fase più critica
Secondo diversi modelli previsionali, la giornata peggiore sarà giovedì, quando alcune elaborazioni meteo prospettano una linea temporalesca marittima di particolare intensità ed estensione, la quale potrebbe svilupparsi lungo gran parte delle coste tirreniche, interessando inizialmente lo Spezzino e la Toscana, per poi estendersi verso il Lazio e la Campania. Parliamo di accumuli pluviometrici localmente eccezionali, soprattutto a ridosso della costa campana settentrionale, con valori che potrebbero raggiungere o superare i 200-250 millimetri di pioggia, ma che fortunatamente potrebbero cadere in buona parte in mare.
Le aree maggiormente esposte interesserebbero una fascia compresa tra le città di La Spezia, Massa e Carrara, la Versilia, Livorno e la Maremma, ma anche una buona fetta del litorale laziale. In queste zone non si possono escludere temporali molto intensi, nubifragi e precipitazioni concentrate in poche ore, con possibili criticità legate agli allagamenti. Invitiamo i lettori che abitano in queste zone a seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile, l’unico ente preposto a emanare allerte.
Che cosa succede
Ricordiamo che il trigger per la formazione di fenomeni meteo così violenti è ovviamente il mare, ancora particolarmente caldo per il periodo. L’arrivo di aria più fresca in quota e nei bassi strati potrebbe infatti innescare potenti moti convettivi, fornendo l’energia necessaria alla formazione di temporali marittimi organizzati. Potrebbe nascere un cosiddetto sistema convettivo a mesoscala, un’enorme area temporalesca in cui tante celle comunicano tra loro. Questi sistemi potrebbero successivamente spingersi verso l’entroterra, determinando precipitazioni abbondanti anche lontano dalla costa.
Fenomeni temporaleschi così intensi non sono insoliti nel mese di ottobre, ma quest’anno la temperatura del Mediterraneo, superiore alla norma, potrebbe contribuire ad aumentarne l’intensità. Per questo motivo, eventuali precipitazioni concentrate in tempi molto brevi potrebbero provocare allagamenti improvvisi e le famigerate alluvioni lampo, che oltre a creare molti danni possono essere pericolose perché difficilmente prevedibili.
Cosa succederà altrove
Altrove avremo piogge sparse, a tratti estese, magari anche diffuse, ma le principali criticità riguarderanno ovviamente le zone affacciate sul mare, quindi quelle appena citate. Come è facile intuire, la Valle Padana non sarà interessata da nubifragi, se non da qualche veloce rovescio qua e là, mentre le aree adriatiche potrebbero essere addirittura completamente asciutte.
La fase di maltempo dovrebbe progressivamente attenuarsi entro l’alba di venerdì 9 ottobre, quando da ovest è previsto l’arrivo di un nuovo promontorio anticiclonico. E anche stavolta potrebbe durare parecchio, con condizioni meteo più di stampo tardo-estivo che potrebbero tornare a farci visita per l’ennesima volta…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE