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meteo piovoso e mite kj

 

Ottobre più caldo della media secondo Copernicus

Oltre tre quarti dei modelli matematici del sistema Copernicus (ECMWF, Météo-France, CMCC, Met Office, NCEP) vedono ottobre più caldo della climatologia 1991-2020, con un’anomalia attesa di circa +1/+2°C. Il segnale è più netto in Europa centrale che sul Mediterraneo, dove l’instabilità lo smorza, con conseguenze su consumi energetici, agricoltura tardiva e percezione stessa della stagione. Il confronto con settembre, ancora più anomalo, aiuta a non confondere una giornata “più fresca di ieri” con una giornata “in media”.

Resta da valutare quanto sia affidabile questa previsione. Innanzitutto non si tratta di una previsione meteo puntuale, terreno sul quale si sbaglia spessissimo, ma di proiezioni basate su linee di tendenza meteo-climatiche: tracciano esclusivamente quello che potrebbe essere il clima medio, inteso proprio nel suo insieme, della stagione prevista dal modello matematico. Il modello matematico in questione è in realtà un mix, perché parliamo di tutti i principali modelli matematici che elaborano previsioni stagionali.

 

Più pioggia nella seconda parte del mese, ma concentrata

Ottobre viene visto con temperature sopra la media, ma allo stesso tempo, soprattutto dalla seconda parte del mese, emerge un incremento della precipitazione media: in particolare attorno al Mediterraneo centrale e occidentale dovrebbe piovere decisamente più della norma.

La stima di questi modelli matematici potrebbe però essere sensibilmente falsata dal fatto che sono previste precipitazioni molto intense, localizzate e di breve durata. Si tratta di piogge violente che spingono in modo marcato verso l’alto la media, ma che alla fine non sono di particolare utilità per le riserve idriche dei terreni, per l’agricoltura e soprattutto per le falde acquifere: quando giunge tanta acqua tutta assieme, questa defluisce verso il mare e non rimane sulla terraferma.

 

Perché i nubifragi non ricaricano le falde acquifere

L’acqua resta sulla terraferma solo a determinate condizioni. Quando le precipitazioni cadono con un’intensità molto inferiore a quella dei violenti nubifragi, l’acqua tende a penetrare gradualmente nel terreno e a raggiungere, giorno dopo giorno, le falde acquifere. Queste sono la linfa vitale del suolo, nel senso che rappresentano le acque che rimangono più a lungo sulla terraferma e che risultano estremamente utili, ad esempio, nei periodi di siccità.

Un pozzo che raccoglie l’acqua, per fare un esempio, ha necessità di trovare la falda alla profondità alla quale mediamente si trovava in passato. Le falde sono spesso più profonde in montagna e meno profonde in pianura: nelle pianure a ridosso dell’area appenninica o alpina si trovano molto più vicine alla superficie, e ci sono addirittura casi in cui l’acqua è in eccesso e viene convogliata verso i canali e, in qualche modo, verso il mare.

 

Falde e risorgive: il caso di Milano

È ciò che accade, ad esempio, nella metropolitana di Milano, dove la grande quantità d’acqua di falda è in eccesso e finisce nei canali: del resto qui siamo nella zona chiamata anche delle risorgive. Non in tutta Italia, però, abbiamo la fortuna di questa ricchezza d’acqua. Ci sono regioni dove l’acqua manca e si registrano deficit soprattutto nella distribuzione alle abitazioni: sono in prevalenza le regioni mediterranee che durante la stagione estiva patiscono una notevole siccità.

 

Siccità estiva in risalita verso il Nord Italia

In varie annate questa siccità estiva si sta spostando verso nord, come se il clima mediterraneo si stesse espandendo verso settentrione. Lo stiamo osservando in particolare nelle regioni del Nord Italia, dove si registra una stagione secca, anche se non ai livelli del Centro e del Sud, perché al Nord i temporali d’estate comunque arrivano, seppur occasionalmente. Quest’estate tra un temporale e l’altro sono trascorsi intervalli anche di un mese, e questo non è affatto normale: è proprio qui il problema.

 

Il peso dei Cambiamenti Climatici sulle medie

Il fatto che la temperatura possa collocarsi sopra la norma, come prevede la serie di modelli matematici, è inoltre un segnale che deriva sia dalla fluttuazione annuale del clima sia, secondo gli studiosi, dai Cambiamenti Climatici, che a livello globale portano la temperatura del nostro pianeta verso valori più elevati, con conseguenze, ovviamente, sulle medie e sul tempo giornaliero.

 

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