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previ mensili 09 10 2026
Tabella riassuntiva realizzata dall’Aeronautica Militare.

Il nuovo aggiornamento delle previsioni mensili dell’Aeronautica Militare, emesso venerdì 9 ottobre 2026, copre il periodo dal 12 ottobre all’8 novembre e disegna un quadro leggibile, soprattutto nella prima metà. Arriva dopo giorni movimentati: per sabato 10 ottobre era in vigore un’allerta arancione su quattro regioni, con gli aggiornamenti ufficiali consultabili sul sito della Protezione Civile. L’articolo è una nostra interpretazione.  Il bollettino mensile è consultabile in questo link www.meteoam.it/it/previsioni-mensili

 

Come leggere le previsioni a lungo termine

Il carattere caotico dell’atmosfera limita a pochi giorni le previsioni di dettaglio sulle singole località. Le previsioni a lungo termine nascono invece da potenti calcolatori, da complessi modelli matematici fisici che simulano più volte in parallelo (ensemble) il sistema atmosfera-oceano, da un enorme flusso di dati meteo-marini e dall’interpretazione dei previsori. Non descrivono il tempo di un giorno o di una città: indicano, in termini probabilistici, quanto un parametro potrà scostarsi dalle medie climatologiche in un dato periodo. Sono quindi tendenze di massima, utili però a intravedere con largo anticipo ondate di caldo o di freddo e possibili situazioni alluvionali.

La tabella riassuntiva divide la penisola in tre macro-aree: il Nord, il Centro con la Sardegna, il Sud con la Sicilia. Per ogni settimana una freccia indica se piogge e temperature sono attese sotto, in linea o sopra la media.

 

Dal 12 al 18 Ottobre: alta pressione al Nord, circolazione ciclonica sull’Egeo

Nella prima settimana l’alta pressione nord-atlantica si protende sull’Europa occidentale fino al Nord Italia e al settore centrale tirrenico, garantendo condizioni tendenzialmente più stabili e asciutte. Più a est persiste invece una circolazione ciclonica sull’area Egea – in pratica un’area di bassa pressione che ruota in senso antiorario – che influenza marginalmente il Mar Ionio e le aree adiacenti.

È una configurazione a dipolo ben nota: anticiclone a ovest, depressione a est e la penisola nel mezzo, sul bordo orientale del promontorio. Lungo quel bordo scorrono correnti settentrionali, più asciutte al Nord e sul versante tirrenico, più fresche e a tratti instabili verso lo Ionio. Non a caso, già dai primi giorni della settimana, tornano un po’ di sole e un clima mite su buona parte del Centro-Nord.

In questo contesto, e con buona probabilità, i quantitativi di precipitazione risulteranno al di sotto di quelli tipici su buona parte del Nord, in Toscana, Umbria, Lazio e nella Sardegna settentrionale. Piogge cumulate generalmente nella media, invece, per il resto del Centro e della Sardegna, al Sud e in Sicilia: la vicinanza del minimo egeo basta a mantenere qualche occasione di rovesci, soprattutto sui versanti ionici.

Le temperature mostrano un segnale caratterizzato da valori oltre i range tipici del periodo sulle Alpi centro-occidentali, in Liguria e nella Sardegna meridionale. Il motivo va cercato nell’anticiclone stesso: in quota l’aria è mite e subsidente – cioè in lenta discesa, compressa e quindi riscaldata – e sui rilievi alpini questo si traduce in giornate limpide e miti. Su Genova e sulla costa ligure, inoltre, i venti settentrionali che scendono dai rilievi verso il mare si scaldano per compressione. Possibile, all’opposto, un quadro termico anche lievemente sotto la media sulle aree appenniniche centro-meridionali e nell’entroterra della Sicilia, raggiunte dagli spifferi più freschi legati alla circolazione egea. Segnale neutro e tipico del periodo per il resto del territorio.

In tabella questo si traduce nella freccia verso il basso sulle piogge al Nord e al Centro e nel termometro blu al Sud: è l’unica settimana del mese con un segnale termico negativo sull’area meridionale.

 

Dal 19 al 25 Ottobre: l’anticiclone arretra, entrano correnti più umide

Nella seconda settimana l’anomalia positiva di geopotenziale presente sull’Atlantico – in parole semplici il promontorio di alta pressione in quota – tende ad arretrare. Si apre così un varco a flussi più umidi da sud-ovest sul Mediterraneo centro-occidentale e quindi anche sul nostro Paese. È lo scenario delle grandi manovre autunnali attese dopo metà ottobre, con un anticiclone che potrebbe durare meno del previsto.

Il modello matematico climatologico, tuttavia, non mostra possibili scostamenti significativi dei quantitativi di pioggia attesi rispetto alla media del periodo, eccezion fatta per una lieve anomalia positiva che potrebbe interessare la Sardegna occidentale e la Basilicata. Va detto che la media di fine ottobre è già consistente: l’autunno è la stagione più piovosa per buona parte del Centro-Sud e delle Isole Maggiori, quindi un segnale nella norma significa comunque giornate di pioggia, non tempo asciutto. La Sardegna occidentale è la prima a ricevere le correnti sud-occidentali dopo il lungo percorso sul mare, mentre la Basilicata risente del sollevamento forzato dell’aria umida sui rilievi appenninici.

Il quadro termico continua a mostrare un segnale generalmente neutro, salvo possibili valori al di sopra della media sul Nord-Ovest, in Lombardia e in Emilia, tra Torino, Milano e Bologna. È un effetto tipico delle correnti da sud-ovest: davanti a ogni saccatura – un’ansa di bassa pressione che scende da nord – l’aria mite viene richiamata verso la Pianura Padana, dove la copertura nuvolosa limita il raffreddamento notturno e tiene alte le minime. Il mare ancora caldo fa la sua parte, come spiega l’analisi sul ruolo del Mediterraneo nelle nuove fasi di maltempo.

 

Dal 26 ottobre al 1° Novembre: segnale mite al Nord e al Sud

Nella terza settimana, che ci introduce al mese di novembre, cresce sensibilmente l’incertezza. Non si evincono particolari anomalie delle precipitazioni, salvo segnali sopra la media che il modello matematico climatologico individua sulla Puglia garganica e soprattutto su Calabria e Sicilia, ma che risultano scarsamente affidabili. Restano comunque coerenti con un Mar Ionio che conserva ancora molto calore, carburante ideale per sistemi temporaleschi organizzati quando arriva aria più fresca in quota: lo hanno dimostrato i due grossi tornado al Sud di questi giorni.

Il quadro termico proposto sembra segnalare una possibile lieve anomalia positiva sulle pianure settentrionali, lungo le coste centrali tirreniche e al Sud peninsulare, con valori neutri per il resto della penisola e su gran parte delle Isole Maggiori. Nella tabella il Centro è infatti l’unica macro-area senza la freccia verso l’alto.

 

Dal 2 all’8 Novembre: piogge nella norma, temperature sopra la media

Nella quarta settimana cresce l’incertezza, anche in ragione della maggiore distanza temporale. L’affidabilità del modello matematico sub-stagionale risulta ad oggi sostanzialmente neutra, con valori di precipitazione generalmente tipici per la prima decade di novembre. Torna invece un possibile segnale positivo per le temperature, che sembra possano presentare range leggermente al di sopra della media su tutte e tre le macro-aree.

 

Il segnale termico è il dato più solido

Messi in fila i quattro periodi, l’elemento più robusto non riguarda le piogge, che dopo la prima settimana tornano su valori nella norma, ma le temperature. Il segnale caldo compare al Nord già dalla seconda settimana, si allarga al Sud nella terza e diventa generale nella quarta. Quando un’anomalia si ripete e si estende di settimana in settimana, pesa più di un singolo valore isolato, anche a distanza di un mese. È lo stesso schema delle ultime stagioni autunnali, con un flusso atlantico che resta spesso ai margini e lascia spazio ad aria mite di origine subtropicale.

Sulle piogge serve più cautela. Una cumulata settimanale nella media può nascondere un singolo evento intenso concentrato in poche ore. Per questo i segnali positivi su Calabria e Sicilia di fine ottobre, pur poco affidabili, meritano di essere seguiti nell’emissione di venerdì 16 ottobre.

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