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freddo inizio novembre

Siamo nel cuore dell’autunno, eppure la configurazione meteo prevista per la prima settimana di novembre nulla ha a che fare con la stagione autunnale. Si tratta piuttosto di una manovra di stampo invernale, dove un robusto anticiclone di matrice oceanica, posizionato tra il Nord Europa e parte dell’Europa centro-settentrionale, bloccherà completamente l’arrivo di qualunque tipo di perturbazione atlantica per almeno 7-8 giorni. La sua presenza permetterà l’afflusso di correnti più fredde dai Balcani verso il Mediterraneo centrale. Possiamo vedere i dettagli in questo nostro nuovo articolo.

Le analisi dei modelli

ECMWF e GFS sono del tutto concordi e da venerdì 30 è atteso un progressivo calo delle temperature al Centro-Sud, più evidente lungo il versante adriatico e sulle regioni meridionali. Sarà un primo passo verso l’arrivo di aria fredda orientale. Non si può certo parlare di un’ondata di freddo o di gelo, ma intanto si andrà di qualche tacca al di sotto delle medie tipiche del periodo, come anticipato anche nell’analisi sulle crescenti infiltrazioni d’aria artica.

Per quanto riguarda invece le precipitazioni, le zone che potrebbero ricevere più acqua sembrano essere quelle affacciate sul Mar Ionio. Le elaborazioni del modello europeo ECMWF individuano infatti i fenomeni più consistenti lungo la costa ionica della Basilicata, in Calabria e nella Sicilia orientale. Non si tratta di una perturbazione, ma solo di un’infiltrazione fredda balcanica, la quale però interagisce con un mare ancora piuttosto caldo e potrà quindi favorire fenomeni temporaleschi anche di una certa intensità. Non sono da escludere nubifragi. Altrove potrebbe praticamente non piovere: non si tratta di correnti favorevoli alla pioggia su buona parte dell’Italia.

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Freddo in arrivo e qualche pioggia solo sulle zone orientali tra Sabato 31 e Domenica 1. 

Nuovo cambiamento

Spostiamoci ai primissimi giorni novembrini. Tra il 1° e il 2 novembre, UKMO vede un’interessante configurazione meteo che potrebbe richiamare ulteriore aria fredda orientale, promuovendo un peggioramento più marcato, con precipitazioni più abbondanti ed estese soprattutto lungo la costa pugliese, abruzzese e molisana. Queste sarebbero le tre regioni più interessate dalle piogge.

Ma attenzione. Molto dipenderà dalla traiettoria effettiva del vortice freddo, e si apre un ventaglio di ipotesi. La più probabile è la seguente. Se la sua discesa risultasse ancora un pelo più occidentale, il maltempo potrebbe coinvolgere una porzione più ampia del Centro-Sud, con un ulteriore calo termico, perché il nocciolo freddo riuscirebbe a sorvolare i cieli della Lucania e della Calabria. Se, invece, il nucleo principale seguisse una traiettoria più orientale, le precipitazioni rimarrebbero concentrate soprattutto sull’estremo sud-est e probabilmente sulle coste ioniche, mentre quattro quinti dell’Italia potrebbero non ricevere neanche una goccia d’acqua.

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Ancora flussi freddi dal 3-4 Novembre, ma con poca pioggia

Nord comunque escluso

Regioni tirreniche e Settentrione sarebbero praticamente del tutto escluse. L’attuale disposizione delle figure atmosferiche non permette l’arrivo di piogge su queste zone, perché la massa d’aria in arrivo sarebbe molto secca e, se non riesce a sorvolare un mare caldo, non produce alcun tipo di precipitazione. Inoltre le regioni occidentali sarebbero decisamente troppo ai margini della colata fredda e non sentirebbero pressoché nulla. In aree come Lazio, Toscana, Liguria, Corsica e Sardegna, a titolo informativo, nonostante siano circondate dal mare, si potrebbe restare completamente a secco.

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Nessuna pioggia di rilievo nei prossimi 7 giorni, a eccezione di qualche temporale sulla zona ionica e sul basso Adriatico

L’ulteriore prosieguo

Proviamo ad azzardare l’evoluzione meteo successiva. Ma già qui sorge un problema. I modelli faticano ancora a stabilire se le correnti occidentali riusciranno a durare diversi giorni, oppure se saranno soltanto una toccata e fuga, perché l’anticiclone riuscirebbe a coinvolgere molto bene le nostre latitudini.

Non dimentichiamoci poi che entra in gioco un altro fattore molto importante: il Vortice Polare. Oltretutto, giusto per non farci mancare nulla, nelle simulazioni attuali non risulta molto compatto, tanto che ECMWF arriva a ipotizzare uno Split precocissimo e una possibile spaccatura in due del Vortice. Questa situazione non è cosa da poco, perché potrebbe incentivare scambi di masse d’aria tra latitudini diverse e configurazioni atmosferiche retrograde, quindi con una maggiore probabilità che ulteriori masse fredde riescano a piombare addosso all’Italia. Chi vuole approfondire può leggere anche i primi disturbi al Vortice Polare già in tardo autunno e il possibile jolly per un inverno freddo e nevoso, oltre al legame tra Vortice Polare ed El Niño.

Concludiamo dicendo che l’Europa è letteralmente spaccata in due. A occidente il solito anticiclone afro-oceanico riuscirà ad avere la meglio praticamente sempre, mentre a oriente ci potrebbero essere numerose discese fredde che, in qualche modo, coinvolgerebbero pure il nostro Paese. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo dei prossimi periodi.

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

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