
Le ultime proiezioni mensili del Centro Europeo disegnano un autunno anomalo: alta pressione bloccata a ovest, aria fredda da est e un’Italia divisa in due tra siccità e piogge abbondanti.
Le tendenze mensili del modello ECMWF
Come sempre, prendiamo in esame le tendenze sul più lungo termine, quelle mensili prodotte periodicamente dal modello matematico europeo ECMWF, con le dovute cautele, considerando che si tratta di proiezioni a lunga distanza: l’errore insito nel calcolo matematico, già presente a breve termine, si moltiplica oltremodo. Tuttavia, nel prospettare il quadro barico di massima a scala euro-atlantica, queste simulazioni mensili hanno spesso una discreta efficacia, perlomeno nel cogliere la distribuzione media delle figure bariche sullo scacchiere euro-atlantico, e dunque meritano di essere in qualche modo evidenziate. Il riferimento temporale dell’analisi che faremo oggi, sulla base degli ultimi dati emessi dal Centro Europeo di Reading, comprende tutto il resto di Ottobre e la prima parte di Novembre, quindi una buona porzione della rimanente fase autunnale.
Un autunno con una configurazione quasi invernale
Cosa viene fuori dall’analisi di questi dati? Il quadro generale lo abbiamo espresso nella mappa di anomalia barica rappresentata nell’immagine di copertina. Nella sostanza, il prosieguo di Ottobre e poi la prima parte di Novembre potrebbero vedere una distribuzione media delle figure bariche più di tipo invernale che autunnale. Si avrebbe, stando alle ultime simulazioni del modello europeo, una figura di alta pressione cosiddetta “di blocco”, presente con buona costanza sull’area tra Golfo di Biscaglia, Francia, Spagna e Mediterraneo occidentale. Di contro, si avrebbe, anch’essa piuttosto ricorrente, una figura barica depressionaria e relativamente fredda, mediamente agente tra l’Europa sud-orientale e il Mediterraneo orientale. Si tratterebbe di una configurazione alquanto anomala per la stagione autunnale, poiché bloccherebbe il flusso umido atlantico a favore, invece, dell’ingresso di azioni moderatamente fredde continentali. Le anomalie legate a questo tipo barico sarebbero sostanzialmente due: 1- una carenza di piogge, beninteso non assenti ma inferiori alla norma, sulle regioni settentrionali, alpine e del medio-alto Tirreno; di converso, piogge più presenti sulle regioni del medio-basso Adriatico, su quelle meridionali in genere, sulle due Isole Maggiori, sul basso Tirreno in mare aperto e localmente anche su alcune coste del medio-basso Tirreno; 2- un andamento termico sottotono un po’ ovunque, con valori nella media ma, più spesso, anche sotto media, in particolare sulle aree del medio-basso Adriatico, sui relativi settori appenninici e sulle zone interne delle Isole Maggiori.
Deficit di piogge al Nord e sul medio-alto Tirreno
Nell’evoluzione prospettata a grandi linee per i prossimi 30 giorni autunnali, il deficit pluviometrico per le regioni dell’alto Tirreno e del nord-ovest potrebbe risultare anche significativo, con il 40-50% di piogge in meno rispetto alla media, e piuttosto siccitoso potrebbe essere il prosieguo dell’autunno anche sul medio Tirreno e sul resto del Nord, eccetto l’Emilia-Romagna, unica area con piogge più vicine alla media. Ciò perché, naturalmente, rispetto a una circolazione settentrionale o continentale (diretta conseguenza dell’anomalia barica ipotizzata) queste aree non sarebbero particolarmente esposte. Da rilevare che l’anomalia prospettata non sarebbe continua, ma piuttosto il risultato di un andamento barico prevalente: ci sarebbero quindi certamente brevi fasi con maggiore influenza atlantica e comunque piogge anche su queste aree settentrionali e del medio e alto Tirreno.
Piogge oltre la norma al Sud e sulle Isole Maggiori
Nel contempo, ci sarebbero prospettive per un prosieguo autunnale con piogge sul medio e basso Adriatico, ancor più sulle corrispondenti aree appenniniche, sulle Isole Maggiori e sul Sud peninsulare, quasi ovunque oltre la norma o comunque nella norma. Sui settori ionici di Calabria e Sicilia potrebbero esserci piogge anche nella misura del 40-50% in più rispetto alla media.
Neve scarsa sulle Alpi, più chance in Appennino
Un’ultima considerazione, in riferimento a questo aggiornamento stagionale, va fatta circa la neve: potrebbe essere carente sulle Alpi, mentre ci sarebbero le potenzialità per diverse comparse di episodi nevosi in Appennino, magari in prevalenza a quote medio-alte, dai 1.800 metri in su, ma in qualche fase, specie tra fine Ottobre e Novembre, anche a quote medio-basse. Rileviamo che si tratta solo di un aggiornamento periodico, da prendere con le dovute cautele, ma da considerare in termini di possibile tendenza. Vedremo la settimana prossima se il successivo aggiornamento stagionale confermerà questa ipotesi evolutiva.

