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Effetti di un nubifragio hr

Nubifragio, un termine usato a volte a sproposito

Noto che si fa un utilizzo assolutamente improprio del nubifragio. Il nubifragio, innanzitutto, è un fenomeno meteorologico che consiste generalmente in un temporale violento e improvviso, che può anche non essere accompagnato da fulmini, con una pioggia intensa che cade in grande quantità: una definizione che potete trovare ovunque, anche su Wikipedia. Dal punto di vista meteorologico, però, bisogna distinguere con precisione che cos’è effettivamente un nubifragio.

 

La soglia dei 30 millimetri in un’ora

Viene definita nubifragio, innanzitutto, la quantità di pioggia superiore ai 30 millimetri caduta in un’ora. Alcune fonti indicano che si può parlare di nubifragio quando cadono 40 millimetri di pioggia, perché non esiste una soglia ufficiale fissata da un ente internazionale, ma generalmente si indica come nubifragio una quantità di pioggia pari ad almeno 30 millimetri in un’ora, quantomeno in Italia. Conta però soprattutto l’intensità, anche quando piove in tempi molto brevi, perché i 30 millimetri possono cadere anche in 15-20 minuti, come capitato in alcune località italiane in questi giorni, anzi nella giornata di oggi: in questo caso si parla correttamente di nubifragio, perché ha provocato anche degli allagamenti. Va detto che ci sono poi nubifragi di intensità molto maggiore.

 

Bomba d’acqua, storia di un termine contestato

Ma torniamo al nubifragio, che viene definito anche bomba d’acqua, un termine giornalistico e non scientifico, anche se non è nemmeno detto, perché fu utilizzato da diversi meteorologi qualche decennio fa. Pensate che a definirla esattamente bomba d’acqua fu Giampiero Maracchi, climatologo a capo dell’Istituto di Biometeorologia del CNR, e lo stesso termine fu rivendicato dal giornalista Sandro Bennucci in occasione dell’alluvione dell’Alta Versilia del giugno 1996. Ancora più indietro nel tempo, nel 1966, in occasione dell’alluvione di Firenze, si parlò di bomba d’acqua.

Tuttavia questo termine è fortemente osteggiato dalla meteorologia italiana, che lo considera sostanzialmente una fake, una parola del tutto inadatta. Devo dirlo, purtroppo, perché è una parola di uso comune, che le persone comprendono molto più spesso e ben più facilmente del termine nubifragio.

 

Una meteorologia lontana dal cittadino

La meteorologia ufficiale in Italia è distante, a volte anni luce, dal cittadino, e questo bisogna dirlo: potremmo definirla molto d’élite. Vengono utilizzati termini che non si avvicinano all’uso che ne fanno le persone, addirittura anglosassoni, e non si è mai pensato a creare parole italiane: basta pensare alla raffica di vento da downburst, che è un termine inglese, ma sono tantissime le parole inglesi usate per definire una condizione atmosferica. Comunque sia, nubifragio è la parola chiara e ufficiale: si parla di nubifragio quando cadono almeno 30 millimetri di pioggia in un’ora.

 

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