Siamo molto distanti da poter fare previsioni meteo per il prossimo Natale. Quest’anno l’atmosfera appare turbolenta nel nostro Emisfero, e si raffredda rapidamente ovunque. Da più parti giungono notizie di tempeste di neve, ondate di freddo. La neve è caduta sino a quote relativemente basse appena questo fine settimana in Appennino meridionale. Il freddo si è diffuso ovunque in Italia. Natale con la neve, quella che vediamo dalle cartoline in Italia è stato nel passato un fenomeno atmosferico molto raro, e in un epoca di cambiamenti climatici avrebbe ancor più minori possibilità di avverarsi. Tuttavia, i cambiamenti del clima accentuano gli eventi estremi, e come succede in altre parti del Mondo, solo coincidenze potrebbero innescare quello che sembra impossibile: la neve di Natale.
Le nevicate di Natale del passato
Negli ultimi decenni, eventi nevosi significativi hanno scolpito i ricordi di molte città italiane, specialmente al Nord Italia. Milano, in particolare, è stata teatro di nevicate eccezionali, come quella dell’inverno 1977-78, che accumulò ben 94 cm di neve complessivi nell’intera stagione. Anche la celebre “nevicata del secolo” del gennaio 1985 rimane impressa nella memoria collettiva per la sua intensità, accompagnata da temperature rigidissime. Un altro episodio degno di nota fu il dicembre 1996, quando un’ondata di freddo siberiano portò ghiaccio e neve in sequenza. Si materializzò con una intrusione di aria polare, dapprima dalla Valle del Rodano che il giorno di Natale rapidamente si spinse dai Balcani, divenendo estremamente gelida. La sera di Natale si avvicinò una perturbazione dalla Baleari che transitò inizialmente su un cuscinetto d’aria fredda, e cadde una forte nevicata a quote basse in Sardegna, poi quasi su Roma.
Questi eventi, pur rari, confermano che le nevicate natalizie in passato ci sono state. Abbiamo citato quelle romane in un altro articolo.
Natale 2000: la magia della neve a Milano
L’arrivo della neve nel periodo natalizio del 2000 fu intensito in un contesto che l’ha resa unica. La sera del 24 dicembre, un fronte perturbato spinse aria umida su uno strato di cuscino freddo, formatosi nei giorni precedenti grazie a un anticiclone posizionato sull’Europa centro-orientale. Questo contrasto termico generò abbondanti precipitazioni nevose che continuarono fino alla mattina del 25 dicembre, depositando al suolo 15-20 cm di neve.
La città di Milano, vestita di bianco, si trasformò in un panorama incantato nel giorno di Natale. Le luci natalizie riflesse dai fiocchi crearono un’atmosfera magica, che ancora oggi è ricordata con affetto da chi la visse, specialmente dai più piccoli.
L’influenza delle perturbazioni atlantiche
Le perturbazioni atlantiche rappresentano un elemento rilevante nel clima invernale in Europa e, in particolare, in Italia. Questi sistemi meteorologici, originati nell’Oceano Atlantico, trasportano masse d’aria umida verso est, portando con sé pioggia, neve e cambiamenti repentini delle condizioni atmosferiche.
Quando queste perturbazioni si scontrano con le condizioni particolari della Pianura Padana, caratterizzata da basse temperature nei bassi strati atmosferici (cuscinetto freddo padano), si creano le condizioni ideali per le nevicate. La formazione di un “cuscino freddo” — uno strato d’aria gelida vicino al suolo — favorisce infatti la caduta di neve anche in pianura, specialmente nelle regioni del Nord-Ovest come Piemonte, Lombardia e persino parte della Liguria. Neve che può estendersi praticamente a tutto il Nord Italia, evento visto soprattutto nel decennio 2000-2010, epoca in cui era già avviato il noto cambiamento climatico. La neve non cade più quindi anche per una serie di coincidenze, non solo perché il clima è cambiato. In altre parti del Pianeta non c’è stato questo cambiamento così vistoso.
La neve in Pianura Padana
La Pianura Padana è un’area particolarmente sensibile agli effetti delle perturbazioni atlantiche invernali. Qui, l’interazione tra l’aria fredda stagnante e l’arrivo di masse d’aria più calda e umida crea situazioni ideali per nevicate abbondanti. Questo fenomeno, benché non più frequente, se non rarissimo per una serie di coincidenze, forse troppo frettolosamente indicate come espressione del cambiamento climatico, diventano tra le maggiori occasioni di forti nevicate in pianura in Europa.
La nevicata del Natale 2000, che portò neve abbondante al Nord-Ovest, mentre altre aree, come il Nord-Est e l’Emilia-Romagna, videro episodi di pioggia ghiacciata. Un’altra caratteristica di questa area è l’influenza della complessa orografia circostante. Le nevicate si possono infatti spingere, grazie al cuscinetto freddo padano, sino ad alcune aree della Liguria, come Savona, città mitissima, e Genova, quando irrompe ciò che da loro viene chiamata Tramontana Scura.
Avremo un bianco Natale?
Di recente ci hanno inviato un comunicato stampa con uno studio che riportava le percentuali di probabilità di una nevicata natalizia nelle varie città italiane. Non è chiaro come siano stati calcolati tali valori. A nostro avviso, la neve natalizia rappresenta un evento estremamente raro, classificabile come fenomeno meteo occasionale, che si verifica solo quando una combinazione di specifiche e rarissime condizioni atmosferiche si realizza contemporaneamente.
Però, può succedere, e non solo a Milano e nel Nord Italia: la sera di Natale del 1986 (24 dicembre) è stata caratterizzata dalla presenza della neve in molte località della Penisola Italiana, inclusa la Sardegna. La neve poi cadde abbondantemente grazie all’arrivo di una perturbazione che si manifestò durante la notte (25 e 26 dicembre) tra Natale e Santo Stefano, coinvolgendo numerose zone. Questo episodio sarebbe da considere un evento storico.
Riteniamo quindi che effettuare previsioni meteorologiche sulla possibilità di nevicate natalizie sia estremamente difficile e che anche le percentuali indicate abbiano un valore relativo e poco significativo. Infatti, ciò che realmente interessa è sapere se nevicherà o meno, indipendentemente dalle probabilità.