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dicembre

Cari lettori, in questo articolo vogliamo trattare le primissime tendenze meteo uscite dai modelli GFS ed ECMWF. Dobbiamo fare necessariamente il classico disclaimer: quando si analizzano le proiezioni a lunghissimo termine, come quelle elaborate dai principali centri di calcolo internazionali, è fondamentale distinguere tra una previsione a pochi giorni e uno scenario a due mesi. Le elaborazioni stagionali, giova ricordarlo, non permettono di stabilire con precisione quale tempo farà in una determinata giornata o in una specifica località. Per quello c’è la previsione a breve termine.

Le stagionali servono a valutare se le temperature e le precipitazioni di un mese o di un’intera stagione potranno risultare superiori o inferiori ai valori medi climatici di riferimento. Sono ancora strumenti per addetti ai lavori, ma si basano comunque su fondamenta scientifiche e risultano molto sofisticate per quanto riguarda i calcoli. Detto questo, cerchiamo di analizzare come potrebbe essere il primo mese del prossimo inverno.

Ancora un mese mite

Cominciamo con le proiezioni stagionali elaborate dal Centro Europeo Copernicus Climate Change Service, le quali evidenziano, senza mezzi termini, un segnale mite per il mese di Dicembre. Le anomalie termiche positive interesserebbero gran parte del continente europeo, Italia compresa. Questa configurazione potrebbe essere associata alla presenza di frequenti campi di alta pressione oppure a una circolazione occidentale alimentata da correnti atlantiche relativamente miti. In entrambi i casi, l’Europa sarebbe preda di temperature al di sopra della media del periodo.

Guardiamo anche le proiezioni del modello americano GFS. Anche se ci sono le consuete variazioni, osservando con occhio critico notiamo che il surplus termico è abbastanza evidente un po’ su tutto il continente.

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Tendenza a cura di GFS: anomalie importanti su quasi tutta Europa
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Scenario di ECMWF: clima molto mite

Siccità?

Non è detto. Queste mappe mostrano l’anomalia termica e non quella pluviometrica. Ricordiamo una cosa importante: un’anomalia termica positiva non significa necessariamente un mese stabile o privo di precipitazioni. Anche in un contesto mediamente più caldo possono verificarsi passaggi perturbati, giornate fredde e temporanee diminuzioni delle temperature. Anzi, alcuni mesi di Dicembre del passato estremamente piovosi, come quello del 2014, sono stati mediamente miti, quindi nessuno ci vieta di avere delle perturbazioni organizzate anche in un contesto più caldo della media.

Inverno 2026-2027: cominciano i primi scenari

Senza parlare dell’intera evoluzione dell’inverno, la prima parte della stagione fredda 2026-2027 presenta un segnale iniziale orientato verso temperature superiori alla media su gran parte dell’Europa, ma ciò non toglie che possano esserci delle irruzioni fredde nel corso dei mesi invernali. Un aspetto va sottolineato: le proiezioni stagionali saranno sicuramente aggiornate e poi confrontate con le nuove elaborazioni modellistiche, per individuare eventuali cambiamenti di scenario. Sarà importante analizzare l’andamento del Vortice Polare, insieme alle configurazioni atmosferiche tra Atlantico ed Europa (NAO e AO, termini tecnici che però sono utili per gli addetti ai lavori).

Per l’Italia, quindi, il quadro resta aperto: la tendenza mite costituisce lo scenario di riferimento, ma non rappresenta la certezza di non avere neve a bassa quota. Sicuramente non sarà facile, ma non dimentichiamoci che, anche in un contesto molto mite, fasi meteo di stampo invernale non possono essere escluse.

Credit

Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts

Copernicus Climate Change Service – How to read C3S seasonal forecasts

NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion

Met Office – 3-month outlook

 

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