
La piega di questo autunno sembra delinearsi in maniera sempre più chiara, sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, sia per quanto accaduto finora, sia per quanto prospettato nei forecast, perlomeno a 15/20 giorni: una circolazione un po’ atipica per il periodo stagionale, con sovente chiusura della porta atlantica, ricorrente figura anticiclonica stabilizzante e, abbastanza spesso, aperture al flusso continentale. Da inizio autunno, sostanzialmente, si stanno avendo frequenti blocchi alla circolazione atlantica, con alte pressioni spesso stazionanti sull’Europa occidentale e, a fasi alterne, anche sull’Europa centrale. Nell’ultimo mese, solo un paio di perturbazioni oceaniche degne di nota sono riuscite a penetrare nel nostro bacino, apportando una sventagliata di rovesci e temporali, talora anche con qualche danno per la loro violenza, ma nulla a che vedere con la persistenza di flusso umido atlantico che dovrebbe caratterizzare questa fase stagionale, tra le più piovose dell’anno. E, difatti, su molte aree, specie settentrionali e alpine, ma diffusamente anche altrove, salvo qualche eccezione circoscritta alle aree tirreniche, si registra una diffusa penuria di pioggia. Sotto l’aspetto termico, le aree centro-settentrionali, più spesso interessate da condizioni anticicloniche, hanno visto valori mediamente sopra norma, mentre quelle del medio e basso Adriatico e meridionali valori più in norma o, per diverse fasi, anche sotto norma.
Questo è il quadro che ha caratterizzato la prima parte dell’autunno, con circolazione abbastanza bloccata a ovest e di tipo meridiano, quindi con alte pressioni stabilizzanti ma, per diverse fasi, quando la figura di alta si è posta più a ovest, con infiltrazioni di correnti settentrionali più fredde, incidenti soprattutto sul medio e basso Adriatico e sul Sud. Uno schema barico che, nella sostanza, è più tipico della stagione invernale che autunnale, questa convenzionalmente più vocata alle grandi perturbazioni atlantiche foriere di piogge diffuse e prime nevicate abbondanti sulle Alpi. Dunque, il leitmotiv stagionale sembra essere questo. L’atmosfera, quando intraprende un certo percorso, spesso ha la tendenza a conservarlo, a meno che non intervengano fattori importanti, ad esempio interferenze stratosferiche significative, capaci di indurre uno stravolgimento.
Fine Ottobre tra strappi nordatlantici e cunei anticiclonici
E il quadro forecast continua a essere piuttosto orientato verso la continuità dello stato barico pregresso. Per il prosieguo di Ottobre, quindi per l’ultima settimana del mese, l’evoluzione computa ancora un avvicendamento tra strappi nordatlantici moderatamente instabili, uno prossimo e veloce nel fine settimana imminente, e cunei anticiclonici da ovest, con una rapida passata di piogge da Nord a Sud e poi bel tempo anticiclonico. Del resto, come avevamo già spiegato, i modelli faticano a inquadrare il ritorno delle piogge diffuse sull’Italia. Termicamente si andrebbe verso una sostanziale normalizzazione dei valori anche al Centro-Nord, poiché la circolazione, anche in condizioni anticicloniche, sarebbe in prevalenza settentrionale od orientale e comunque con inversioni termiche notturne via via più significative, oltre che con un’ulteriore, progressiva diminuzione di sole e luce diurni. Ma ci sarebbe un’ulteriore novità, a conferma di uno schema tendenziale più invernale che autunnale, per la prima settimana di Novembre e chissà se non anche per tutta la prima decade.
Novembre, ECMWF vede un blocco anticiclonico sul Regno Unito
Il quadro forecast sul più lungo termine, infatti, appena emesso dal modello matematico europeo ECMWF, evidenzia per la prima parte di Novembre una circolazione a scala euro-atlantica del tipo quella rappresentata nell’immagine in evidenza: blocco anticiclonico medio-alto sull’Europa occidentale con massimi di pressione decentrati sul Regno Unito, promontorio anticiclonico orientato anche verso il settore scandinavo occidentale e, sull’Europa orientale, un’azione depressionaria continentale di tipo moderatamente freddo, con fulcro principale tra il Mar Nero, la Turchia e la Grecia, ma con incidenza anche verso il Mediterraneo centro-orientale. Insomma, uno schema circolatorio simil-invernale, magari non molto freddo, data una fase stagionale ancora di pieno autunno, tuttavia abbastanza freddo da comportare, se confermato, una circolazione decisamente atipica, specie dal punto di vista termico.
Freddo e piogge sul medio e basso Adriatico, secco al Nord
Le regioni che più risentirebbero di questa azione continentale, data per ora come abbastanza persistente almeno per la prima settimana o anche decade del nuovo mese, sarebbero quelle del medio e basso Adriatico e meridionali, dove arriverebbero anche piogge più ricorrenti e con rischio di primi fiocchi sull’Appennino fino a quote medie. Su questi settori le piogge sarebbero, tutto sommato, nella norma. Qualche pioggia potrebbe interessare anche il Nord e le aree tirreniche, per lo sconfinamento, di tanto in tanto, di nuclei instabili orientali, ma mediamente su queste regioni l’apporto sarebbe scarso e, dunque, con precipitazioni sotto media. Sul piano termico, si prospetterebbe una prima settimana (o decade) di Novembre all’insegna di temperature piuttosto freddine sul medio e basso Adriatico e al Sud, qui con valori sotto le medie tipiche del periodo; temperature nella media sul resto d’Italia. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

